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TRENTO. Sul fronte alberghi fioccano le disdette dei turisti che avevano prenotato con un certo anticipo.
«C’è chi aveva rinunciato al periodo natalizio per venire a Trento a gennaio – riferisce Luigi Groff del garnì Al Marinaio – e ci sta chiamando perché in famiglia c’è un contagiato o non riescono a fare in tempo il tampone che attesti la guarigione. Avevamo tre stanze prenotate per questi giorni e sono state disdette tutte».
«In montagna manca neve fresca in valle e le richieste arrivano solo a spot. Ci sono alberghi che hanno deciso di chiudere, almeno fino a Carnevale, se non a Pasqua», riferisce Massimiliano Peterlana di Confesercenti.
Chiusure che provocano disagi per imprenditori e dipendenti.
Non ci sono ristori o casse integrazioni.
«Da quando ci sono le normative più restrittive, introdotte a fine 2021 – sospira il presidente degli albergatori Asat Giovanni Battaiola - il turismo è colato a picco. Il supergreenpass ferma tante famiglie che una vacanza l’avrebbero fatta. Soprattutto chi ha figli adolescenti e gli stranieri.
Gli stranieri si trovano anche di fronte alla complicazione dei tamponi anche se vaccinati e alla norma tutta italiana della validità solo per sei mesi del greenpass e quindi non prenotano».
Serpeggia, tra i turisti, il timore di focolai negli hotel o nei luoghi di vacanza e di dover interrompere la vacanza rimettendoci o di doversi isolare lontano da casa.


