Turismo / La crisi

Coronavirus, la rabbia degli albergatori trentini per l'ulteriore stretta sul green pass

Il presidente di Asat Gianni Battaiola: “Fioccano le disdette. Qui rischiamo di perdere anche le famiglie italiane che si erano prenotate, non solo gli stranieri. E non è vero che c’è il tutto esaurito”

TRENTO. Incertezza. Ulteriore incertezza in uno scenario di suo già maledettamente complicato. Con timori concretissimi per l'impatto sui bilanci aziendali. Sia nel turismo, che già fa i conti con le disdette nel cuore della stagione invernale, sia nel mondo sportivo. Uno spettro s'aggirava tra gli albergatori trentini: che la Germania ponesse l'Italia tra i Paesi a rischio. Spettro che s'è palesato.

I tedeschi che arrivano nel Belpaese, al ritorno in patria dovranno mettersi in quarantena. Conseguenza immediata: disdette. «Molti colleghi hanno chiamato segnalando cancellazioni delle prenotazioni per i prossimo giorni» dice Gianni Battaiola, presidente di Asat (Associazione albergatori ed imprese turistiche) e di Trentino Marketing.

Arriva un “mini lockdown” per i no vax: senza super green pass niente trasporti, bar e sport all’aperto. Ecco tutte le novità

Per contenere i contagi spinti dalla variante Omicron il governo ha adottato una serie di nuove misure. Ecco le principali novità, che configurano una sorta di lockdown per i non vaccinati I provvedimenti saranno in vigore a partire dal 10 gennaio.


L'ulteriore stretta del governo per contenere la pandemia aggiunge dunque preoccupazione a preoccupazione. Il green pass rafforzato diventa obbligatorio, dal 10 gennaio e fino alla cessazione dello stato di emergenza, prevista per il 31 marzo 2022, per tutti i mezzi di trasporto. Tutti, anche gli autobus urbani ed extraurbani e i treni regionali come quelli delle Trento-Malé.

Obbligatorio anche negli alberghi e in tutte le strutture ricettive (oltre che in sagre, fiere, centri congressi, cerimonie di qualunque tipo, civili o religiose). In concreto, solo vaccinati e guariti posso sedersi al ristorante, anche all'aperto, frequentare piscine e centri benessere. Pure per mettersi in pista con gli sci sarà è necessario esporre il super green pass.

L'assessore al turismo, Roberto Failoni, mastica prudenza, tanto più dopo l'uscita sul possibile ritorno in zona bianca del Trentino. «Vogliamo leggere con attenzione il decreto» dice Failoni, per capire come ci dovremo comportare con il mercato degli stranieri. Fino al 9 gennaio, le presenze sono abbastanza buone. Per il dopo, c'è grande preoccupazione. Perché non è chiaro da quali Stati e in che modo i turisti potranno arrivare. C'è un no al vaccino russo, lo Sputnik, questo è chiaro. Ma per quello fatto in altri Stati? L'aspetto positivo è che lo sappiamo con dieci giorni di anticipo. Era un provvedimento atteso, visto l'aumento dei contagi. Ma nei prossimi due, tre giorni» aggiunge l'assessore «dobbiamo avere chiarezza, per impostare le campagne di comunicazione Paese per Paese».

Il timore, però, non riguarda solo i flussi dei turisti stranieri. «Quello del governo» premette il presidente degli albergatori «è un intervento a gamba tesa, che cambia in corsa le regole del gioco. Chiaro che la sicurezza sanitaria e la tutela della salute sono al primo posto. Ma negli ultimi ventitré mesi, gli alberghi sono rimasti aperti solo otto. E questo ennesimo intervento pone più di un problema».

Battaiola li mette sul tavolo. «C'è il tema degli adulti. Certo, quelli dall'Est con lo Sputnik non potranno arrivare. Ma gli altri? Ci sono regole diverse da Stato a Stato: per gli stranieri, varranno le regole italiane o quelle del Paese di provenienza? Ancora non lo sappiamo. La terza dose che c'è in Italia, in altri Paesi non c'è».Ma c'è un altro aspetto, che il presidente degli albergatori definisce «il problema più grosso». E qui si fonda il primo timore per le aziende del turismo, che non solo di stranieri vivono.

«La percentuale dei vaccinati tra i 12 i 18 anni» dice Battaiola «è molto bassa. E in più bisogna aspettare quattordici giorni perché il super green pass abbia valore. Ecco perchè cambiare le regole in corsa, a strutture aperte, a prenotazioni già fatte, è intervenire a gamba tesa. Cresce la confusione e le conseguenze sono le disdette. E non ci si nasconda dietro il fatto che con Natale e Capodanno abbiamo riempito gli alberghi. Perché non è vero che c'è il tutto esaurito negli alberghi trentini. Qui rischiamo di perdere anche le famiglie italiane, con figli tra i 12 e i 18 anni, che avevano già prenotato. La programmazione serve anche al turismo, come negli altri settori: spese, collaboratori, acquisto derrate alimentari... Tutto, adesso, diventa ancora più complicato».

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