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TRENTO. Anche l'europarlamentare Svp Herbert Dorfmann, rappresentante del'intera area dolomitica, è critico nei riguardi della nuova ordinanza del ministro della salute, che impone il test covid anche ai cittadini vaccinati provenienti da Paesi Ue e per i non vaccinati aggiunge anche l'obbligo di quarantena per cinque giorni.
La stretta agli arrivi Ue disposta dal governo italiano sarà in vigore, salvo modifiche, da domani, 16 dicembre, al 31 gennaio.
Una decisione, quella assunta ieri a sorpresa dal ministro Roberto Speranza e difesa oggi dal premier Mario Draghi con un richiamo alla variante Omicron, che ha immediatamente sollevato riserve nella commissione europea dalla quale è arrivata una richiesta di chiarimenti.
Bruixelles chiede a Roma di giustificare un provvedimento che in queste ore viene accolto con stupore e allarme anche nel mondo del turismo invernale, proprio all'avvio di una stagione che si preannunciava come prolifica - grazie al green pass - dopo lo stop di un anno fa.
"Sono deluso e anche arrabbiato - dice Dorfmann all'Adige.it - perché dopo quasi due anni di pandemia non siamo ancora riusciti a convincere gli Stati membri che sarebbe utile coordinare le loro azioni, soprattutto quando si tratta di restrizioni alla libera circolazione all'interno dell'Unione europea.
In realtà, non è solo l'Italia ad aver preso decisioni unilaterali nelle ultime settimane, ma ora da Roma arriva una scelta particolarmente grave e a mio avviso anche superficiale.
Infatti, non è per niente chiaro, per esempio, come verranno trattati i minorenni non vaccinati o i transfrontalieri che si spostano per ragioni di lavoro.
Ci sono, quindi, anche varie questioni ancora da chiarire.
Peraltro - prosegue il deputato europeo - dopo l'esperienza con le varianti, prima la Delta e ora la Omicron, avremmo dovuto comprenderre che le mutazoni non si possono bloccare alle frontiere.
Mi sembra evidente che Omicron aumenterà anche in Italia, a prescindere da queste nuove regole sugli ingressi dal'estero.
Mi pare, dunque, ragionevole seguire piuttosto le regole Ue, accettare il green pass europeo, che prevede il via libera per i cittaidni vaccinati e un teast covid per i non vaccinati.
Se veramente si intende controllare chi varca le frontiere, sarebbe più utile verificare veramente che siano rispettate le suddette regole europee (ma per esperienza anche personale posso dire che il controllo al confine praticamente non c'è), piuttosto che introdurre nuove restrizioni che poi saranno difficili da far rispettare", conclude l'europarlamentare, eletto con i voti raccolti nelle province di Bolzano, Belluno e Trento.


