TRENTO. Un vino non è soltanto profumo, gusto e punteggio: dietro ogni bottiglia ci sono persone, territorio e una storia da raccontare. È il messaggio emerso oggi, venerdì 25 settembre, a Palazzo Roccabruna durante l'incontro “Pagelle in cantina: come si giudica il vino oggi”, uno degli appuntamenti del Trentodoc Festival. A confrontarsi sono stati l'assessore provinciale all'agricoltura Giulia Zanotelli, il giornalista americano di Wine Spectator Robert Camuto e il produttore Carlo Moser, moderati dal giornalista Helmut Failoni.

Per Zanotelli, la valutazione tecnica resta importante ma non può più essere l'unico elemento. «Il vino va inserito in un'esperienza più ampia», ha spiegato l'assessore, richiamando il ruolo crescente dell'enoturismo. L'obiettivo è fare della visita in cantina una porta d'ingresso alla conoscenza del territorio, attraverso la produzione, la formazione e il rapporto diretto con le aziende. Un interesse che, secondo Zanotelli, sta crescendo soprattutto fra i giovani, sempre più curiosi di scoprire come avvengono vendemmia e produzione e di incontrare personalmente i produttori.

Una prospettiva condivisa da Robert Camuto, che da anni racconta il mondo vitivinicolo italiano. Bicchiere, profumi e gusto rimangono parametri fondamentali, ma per comprendere davvero un vino occorre inserirlo nel contesto dal quale proviene. Chi entra in una cantina, ha osservato, non cerca più soltanto una degustazione, ma vuole vedere il vigneto, conoscere le persone e vivere un'esperienza capace di lasciare un ricordo e creare un rapporto duraturo con il produttore.

Per Carlo Moser questa capacità di raccontarsi è particolarmente importante per il Trentodoc, marchio che riunisce numerose case spumantistiche con caratteristiche differenti ma accomunate dal legame con il territorio. Da qui anche il ruolo dei social e la necessità di abbandonare un linguaggio eccessivamente tecnico. Il vino, è emerso dal confronto, deve riuscire a parlare anche a chi non è un esperto: meno barriere da sommelier e più storie, persone ed esperienze capaci di raccontare ciò che c'è dietro ogni calice.