TRENTO. Cinque minorenni sono stati accompagnati in Questura a Trento dopo una serie di danneggiamenti avvenuti nella mattinata di martedì 20 ottobre, a margine dell’assemblea organizzata dagli studenti dell’istituto Tambosi. I genitori dei cinque giovani sono stati convocati negli uffici della polizia. Al momento, nei loro confronti, non sono state formalizzate contestazioni.

A chiedere l’intervento delle forze dell’ordine sono stati gli stessi organizzatori dell’assemblea, dopo aver segnalato la presenza, davanti alla scuola, di un gruppo composto da circa 20-25 persone, alcune delle quali con il volto coperto. Secondo quanto ricostruito, i presenti avrebbero impedito agli studenti di entrare nel cortile dell’istituto per partecipare all’iniziativa.

Il gruppo si è successivamente spostato, mescolandosi agli altri ragazzi. In questa fase sarebbero stati divelti alcuni cestini metallici per i rifiuti e infrante alcune bottiglie di vetro. La situazione è poi proseguita nell’area del parco di piazza Venezia, dove si sarebbe verificato un ulteriore episodio: alcune persone avrebbero tentato di entrare in un supermercato, inducendo i dipendenti a chiudersi all’interno per precauzione.

Poco dopo, nel parco, è stata incendiata una busta di plastica. Le fiamme sono state spente rapidamente dai vigili del fuoco, intervenuti sul posto.

Nel frattempo, le pattuglie della polizia hanno raggiunto l’area e separato il gruppo dai partecipanti all’assemblea, fermando alcune persone. Cinque giovani, tutti minorenni, sono stati quindi accompagnati in Questura per gli accertamenti. Uno di loro aveva con sé diversi accendini e una confezione di tavolette accendifuoco.

Resta da chiarire la posizione dei giovanissimi coinvolti, mentre proseguono gli accertamenti sugli episodi avvenuti a margine dell’iniziativa studentesca.

È importante distinguere gli episodi di danneggiamento dalla mobilitazione studentesca. La protesta degli studenti si svolge su un piano pacifico e gli stessi organizzatori si dissociano dagli atti di vandalismo, che non rappresentano le ragioni né gli obiettivi dell’iniziativa.