TRENTO. La protesta contro lo stop alle gite scolastiche entra nel vivo anche a Trento e divide il mondo studentesco. Questa mattina, martedì 20 ottobre, le studentesse e gli studenti del Tambosi si sono mobilitati per chiedere che i viaggi d’istruzione e le attività extrascolastiche non diventino il terreno di scontro tra gli insegnanti e la Provincia.

I ragazzi si sono ritrovati alle 7.50 davanti al Tambosi, dando poi vita alla protesta nel cortile della scuola. L’iniziativa nasce dalla contrarietà alla sospensione delle gite e delle uscite didattiche, decisa da un numero crescente di docenti nell’ambito della mobilitazione «Istruzione di qualità», che punta a ottenere maggiori risorse per la scuola e un più adeguato riconoscimento economico e sociale della professione insegnante.

La dirigenza scolastica ha disposto verifiche all’ingresso proprio per garantire che al cortile potessero accedere soltanto gli studenti iscritti all’istituto. L’obiettivo era evitare eventuali infiltrazioni esterne durante la manifestazione e consentire lo svolgimento della protesta in un contesto controllato.

Il movimento studentesco, tuttavia, non si muove in modo uniforme. Mercoledì 21 ottobre sarà la volta degli alunni dei licei Prati, Da Vinci e Rosmini, che hanno annunciato una mobilitazione per esprimere solidarietà agli insegnanti. Una posizione diversa da quella dei ragazzi del Tambosi, che contestano le conseguenze dello stop alle attività extrascolastiche.

Resta ora l’auspicio che le mobilitazioni proseguano in modo pacifico e controllato, nel rispetto degli spazi scolastici e delle persone. Gli stessi studenti che hanno organizzato la protesta si sono detti contrari agli atti di vandalismo, prendendo le distanze da eventuali comportamenti che rischierebbero di spostare l’attenzione dalle ragioni della mobilitazione. L’obiettivo è quello di far sentire la propria voce e portare avanti le richieste attraverso una manifestazione responsabile, senza danneggiare gli ambienti della scuola e della città.