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TRENTO. La protesta studentesca a Trento si è sviluppata su due piani distinti: da una parte la mobilitazione pacifica organizzata all’istituto Tambosi, dall’altra alcuni episodi di disordine provocati da un gruppo di giovani, che si è poi spostato verso piazza Venezia. È importante distinguere le due situazioni: i comportamenti vandalici hanno riguardato soltanto una parte dei ragazzi e non rappresentano la protesta promossa dagli studenti del Tambosi.
Nel corso della mattinata, alcuni giovani hanno creato momenti di tensione e confusione. Tra gli episodi segnalati, l’incendio di un cestino. La situazione ha richiesto l’attenzione da parte delle forze dell’ordine, presenti sul territorio per monitorare l’evolversi degli avvenimenti.
Il gruppo più agitato si è progressivamente allontanato dalla zona del Tambosi, dirigendosi verso piazza Venezia. Una dinamica che ha segnato una netta separazione rispetto all’iniziativa promossa all’interno dell’istituto, nata per portare all’attenzione delle istituzioni le richieste degli studenti, in particolare sul tema delle gite scolastiche e delle attività extrascolastiche.
Anche tra i ragazzi non sono mancati tentativi di riportare la calma: alcuni studenti sono intervenuti per sbollire gli animi e contenere le tensioni, prendendo così le distanze dai comportamenti più aggressivi.
L’obiettivo resta quello di consentire agli studenti di esprimere le proprie rivendicazioni senza che episodi di violenza o danneggiamento finiscano per oscurarne i contenuti.
(Foto di Daniele Mosna)




























