TRENTO. Mentre l'Italia continua a fare i conti con una rete idrica sempre più fragile, Trento si conferma tra i capoluoghi più virtuosi del Paese per quanto riguarda le perdite d'acqua. Secondo l'analisi dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, nel 2022 il capoluogo trentino ha disperso il 22,5% dell'acqua immessa nella rete, un dato nettamente inferiore sia alla media dei capoluoghi italiani (35,2%) sia a quella nazionale (42,4%).

Il rapporto evidenzia come a Trento vengano immessi nella rete 322 litri d'acqua pro capite al giorno, dei quali 72 litri vanno persi. Un risultato che colloca la città all'86° posto su 109 capoluoghi per dispersione idrica, quindi tra quelli con le reti più efficienti. Fa ancora meglio Bolzano, dove le perdite si fermano al 28,6% e 88 litri pro capite al giorno.

A livello regionale, il Trentino-Alto Adige registra una dispersione del 33,8%, con una perdita media di 148 litri pro capite al giorno, un valore sensibilmente inferiore alla media italiana ma ancora distante dalle regioni più virtuose come Emilia-Romagna (29,7%), Valle d'Aosta (29,8%) e Lombardia (31,8%). Secondo la stima della Cgia, il costo economico delle perdite idriche nella regione ammonta a circa 98 milioni di euro all'anno.

Nel complesso, lo studio fotografa una situazione nazionale ancora critica. Ogni giorno in Italia si disperdono mediamente 157 litri d'acqua per abitante, pari al 42,4% dell'acqua potabile immessa nelle reti. Uno spreco che, secondo le elaborazioni della Cgia, ha prodotto nel 2022 un danno economico stimato in 9,8 miliardi di euro. Le situazioni più critiche si registrano a Potenza, Chieti e L'Aquila, dove oltre due terzi dell'acqua immessa nelle condotte non arriva ai rubinetti dei cittadini.