PHOTO
TRENTO. Da inizio anno sono stati oltre 1.200 gli interventi in quota del soccorso alpino per il recupero di più di 1.300 persone, di cui circa il 40% incolumi. E cioè, circa quattro interventi su dieci in montagna, dall'1 gennaio al 14 settembre, sono stati destinati al soccorso di persone illese. Estrapolando i dati estivi, considerando il periodo compreso dal 21 giugno fino al 14 settembre, si parla di oltre 800 interventi per più di 900 persone, di cui circa il 38% illese. Ossia più di 340.
Questa la fotografia fornita dal soccorso alpino che, se da una parte offre un ampio sguardo generale, dall'altra necessità delle precisazioni per riuscire a leggere le cifre nel modo più corretto e veritiero possibile. Se da una parte il numero degli illesi risulta effettivamente elevato ad una prima occhiata, dall'altra va specificato che un solo intervento può coinvolgere più persone soccorse. Non solo. Va considerato che in questi dati sono stati inseriti anche i compagni di cordata e gli accompagnatori che si trovavano insieme alla persona infortunata e che sono stati poi trasportati a valle.
L'altro aspetto importante da sottolineare è il trasporto in ospedale e il pagamento dell'elisoccorso. Non è infatti detto che alpinisti ed escursionisti non abbiano necessitato poi effettivamente di cure mediche. Il conto dell'elisoccorso viene presentato soltanto nel caso in cui al trasporto non segue l'accesso diretto a un pronto soccorso.
Ticket per l'elisoccorso. Ma quanti sono stati i voli effettuati in Trentino negli ultimi mesi per il recupero di persone incolumi? Secondo Asuit, dal primo gennaio al 31 agosto è stato chiesto il pagamento a 44 cittadini italiani e 36 stranieri. Il ticket previsto per prestazioni rese a persone in grave pericolo ma poi risultate illese (quando il medico non dispone l'invio immediato in ospedale) è di 750 euro.
Conti alla mano, la somma delle ricevute emesse è stata di 33mila euro totali solo per i residenti sul territorio nazionale. Il costo ricade sulla singola persona, a meno che non sia coperta preventivamente da assicurazione (come tanti iscritti al Cai o alla Sat).
Per chi viene dall'estero, e provvisto di tessera sanitaria europea, l'intera cifra viene recuperata dalle casse della Provincia tramite la mobilità internazionale. Per tutti gli altri, invece, si parla di 92 euro per ogni minuto di volo: considerando un viaggio di soli 15 minuti, si può arrivare a un costo pari a 1.380 euro.
Pianificazione. Nonostante ciò, da queste informazioni possono scaturire delle riflessioni che già più volte sono state messe in luce dagli stessi esperti del soccorso alpino. Il numero di persone che chiede aiuto in quota pur non presentando traumi o ferite è aumentato negli anni. Il maggior afflusso di turisti e di utenti della montagna porta ad un fisiologico aumento delle probabilità che qualcuno si trovi in difficoltà in un ambiente impervio.
Non sono pochi gli episodi di escursionisti che hanno dovuto contattare il 112 perché colti di sorpresa da un temporale o da condizioni meteo avverse, o ancora, perché infreddoliti o incapaci di proseguire nel loro percorso, esausti. C'è chi è arrivato, addirittura, a chiamare il 112 perché non trovava un taxi, di notte, a circa 1.600 metri di altitudine.
Proprio per questo lo stesso presidente del soccorso alpino trentino, Walter Cainelli, aveva sottolineato l'importanza della pianificazione della propria escursione e del proprio percorso, tempistiche comprese, senza sottovalutare attrezzatura e abbigliamento adeguati.
«Informarsi con gli esperti - aveva dichiarato in un'intervista (l'Adige del 22 luglio 2026) - pianificare in anticipo l'itinerario, la preparazione fisica, l'attrezzatura necessaria. Portare provviste. Non va sottovalutato nulla. Ma è anche giusto che una persona illesa chiami in caso di bisogno o di dubbi».


