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TRENTO. Quali strumenti ha oggi il Trentino per intervenire sugli orsi problematici prima che si verifichi un’aggressione? A chiederlo alla Giunta provinciale è la consigliera Eleonora Angeli, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta sulla gestione dei grandi carnivori. Al centro dell’iniziativa ci sono la sicurezza della popolazione, le situazioni registrate anche sul Monte Bondone e gli effetti concreti della nuova competenza statutaria riconosciuta alla Provincia.
Angeli chiede innanzitutto conto dell’attuazione della mozione 72, approvata dal Consiglio provinciale l’11 settembre 2025. L’atto impegnava la Giunta ad avviare la revisione del Pacobace, in particolare del capitolo 3 e della tabella che collega i comportamenti degli orsi alle possibili azioni. L'obiettivo è ampliare la possibilità di intervenire in via preventiva sugli esemplari confidenti o potenzialmente pericolosi, senza attendere necessariamente un’aggressione. La consigliera domanda quali interlocuzioni siano state avviate con le altre Regioni e Province autonome, il Ministero e Ispra e quali siano i tempi previsti per una modifica del Piano.
Un altro punto riguarda la relazione sulla gestione dei grandi carnivori elaborata nel 2025 dalla Terza Commissione del Consiglio regionale, allora presieduta da Eleonora Angeli, poi approvata dall’aula e trasmessa a Roma. Il documento avanzava tre richieste: consentire, attraverso una specifica procedura, il possesso dello spray anti-orso agli abitanti delle zone interessate dalla presenza dei plantigradi, recepire nell’ordinamento italiano il nuovo status di protezione del lupo e utilizzare le deroghe previste dalla Direttiva Habitat. Angeli vuole sapere quali risposte siano arrivate dalle istituzioni nazionali.
L’interrogazione punta quindi sulla nuova competenza statutaria del Trentino in materia di grandi carnivori, chiedendo alla Giunta di chiarire quali poteri aggiuntivi siano ora effettivamente disponibili. In particolare, Angeli domanda se il nuovo quadro possa permettere interventi più tempestivi nei confronti degli esemplari problematici e se la revisione del Pacobace possa rafforzare ulteriormente questa possibilità. «Più autonomia significa più responsabilità – osserva la consigliera – ma deve significare anche maggiore capacità di prevenire il rischio».
Infine Angeli richiama la presenza dell’orso nell’area del Bondone e domanda quale strategia complessiva la Provincia intenda adottare sul territorio. La richiesta è di tradurre le decisioni già assunte e le nuove competenze in strumenti operativi per la prevenzione e la sicurezza della popolazione. «La tutela della biodiversità – sottolinea – deve procedere insieme alla sicurezza delle persone, delle attività economiche e delle comunità di montagna».


