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TRENTO. Oggi, giovedì 13 luglio, il Consiglio di Stato si pronuncerà circa i ricorsi presentati dalle associazioni animaliste contro l’abbattimento dell’orsa JJ4 e dell’orso MJ5 decretato dalla Provincia Autonoma di Trento.
«Ribadiamo ancora una volta la più profonda solidarietà e vicinanza ai familiari di Andrea Papi che piangono la scomparsa del loro giovane figlio. Un dolore, questo, che li accompagnerà per tutta la vita». Alla vigilia dell’udienza del Consiglio di Stato sul ricorso contro le condanne a morte inflitte dalla PAT a JJ4 e MJ5, il primo pensiero dell’Ente Nazionale Protezione Animali è per la famiglia di Andrea che, aggiunge l’Associazione, è stata ignorata dalle istituzioni della Provincia.
«È inaccettabile che Maurizio Fugatti, così solerte nel dispensare condanne e ordinare trasferimenti di massa, non abbia compiuto un gesto compassionevole verso la famiglia Papi, scusandosi per quanto accaduto. Un gesto che egli avrebbe comunque dovuto compiere, anche se per assurdo la sua amministrazione non avesse avuto alcun ruolo nella morte di Andrea. Così non è, e la Provincia Autonoma di Trento di responsabilità ne ha più d’una».
«A dimostrarlo sono i fatti, o meglio le omissioni di cui la Provincia continua a rendersi responsabile (dove sono le misure di prevenzione?), le denunce degli stessi familiari che dalla morte del loro Andrea sono più volte intervenuti per segnalare la mancata applicazione dei più elementari misure e sicurezza, a partire dalla chiusura dell’area frequentata da mamma-orsa» ha aggiunto l’associazione.
«Uccidere JJ4 e MJ5, ma anche deportare gli orsi del Trentino, non è una soluzione. Se non si fa prevenzione, se non si fa informazione, se non si favorisce la convivenza tra uomini e animali - osserva l’Enpa - anche un solo esemplare può restare coinvolto in situazioni complicate. Ciò non vale soltanto per gli orsi ma per qualsiasi specie animale, compresa la nostra. Anche per questo è importante che il Consiglio di Stato, che oggi 13 luglio si pronuncerà sui ricorsi presentati da Enpa insieme con LEIDAA e OIPA, fermi le condanne a morte di Fugatti».
«Le ordinanze provinciali, infatti, sono funzionali rispetto al mantenimento di quello status quo che ha contribuito alla tragedia di Caldes. Ovviamente, la vicenda di JJ4, MJ5 e degli altri orsi del Trentino ha anche chiare implicazioni etiche, ma su questo fronte non ci aspettiamo grandi aperture da Fugatti. L’empatia per gli animali non è la cifra di questa amministrazione. D’altro canto - conclude Enpa - sarebbe ingenuo aspettarsi gesti compassionevoli da chi dieci anni orsono cercò di organizzare un banchetto con carne d’orso»


