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TRENTO. Mille euro per un falso tampone. Li pagavano i clienti del centro di Pergine. Sul "libro mastro" l'infermiere Gabrielle Macinati, la moglie ed i tre collaboratori (tutti indagati) segnavano nomi, date e pagamenti, compresi i proventi illeciti.
Il registro è stato sequestrato, come i mille euro che un cliente ha consegnato dietro il separé dell'ambulatorio: l'uomo non era stato sottoposto a tampone, ma ufficialmente è risultato positivo al prelievo e dunque "in regola" per ottenere il green pass.
Ora tremano decine di trentini: alcuni sono già stati "riconosciuti", altri verranno identificati nei prossimi giorni e denunciati per corruzione e induzione al falso. Da evidenziare che la maggior parte dei clienti che si rivolgevano al centro era in assoluta buona fede. Attraverso accertamenti tecnici, i carabinieri hanno potuto osservare l'attività di Gabrielle Macinati, unico infermiere del gruppo e di fatto unica persona ad effettuare i tamponi (come previsto dalla normativa), e dei suoi collaboratori, che con le credenziali del professionista entravano nel programma di Azienda sanitaria e Ministero ed inserivano i dati anche quando l'ambulatorio risultava chiuso al pubblico.
L'attività fuori orario del centro è stata monitorata dagli investigatori: che significato avevano quelle connessioni notturne alla piattaforma? Nell’ ambulatorio di Pergine i conti non tornavano: venivano inseriti dai 500 ai 600 tamponi al giorno, a fronte di una media di 400-500 accertati durante le indagini. All'interno di quei locali, infermiere e collaboratori parlavano apertamente di prestazioni e di compensi. Al telefono e nelle chat invece discutevano spesso di "rose": c'era la persona X che doveva versare 80 rose e il cliente Y che ne doveva portare 500. Non c'è voluto molto agli investigatori per tradurre quel linguaggio pseudo-criptato.
Di "rose" i carabinieri ne hanno trovate ben 1.000 nella busta che un cliente ha portato in ambulatorio. Il soggetto era entrato nel separè per parlare con l'infermiere e poi uscito senza tampone e senza pagare; mezz'ora dopo era tornato con una busta che conteneva biglietti verdi, consegnata direttamente a Gabrielle Macinati, anche in questo caso senza sedersi e senza prelievo. Nella busta c'erano 10 banconote da 100 euro. Mille "rose": pochi minuti dopo il soggetto sarebbe comparso nell'elenco delle persone positive.


