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TRENTO. La «Maratona vaccinale» inizia stasera con le prenotazioni, poi le somministrazioni dal 4 all’8 dicembre, per 18 ore al giorno no-stop.
Ma chi le fa le vaccinazioni? E chi si occupa delle incombenze? C’è da registrare i pazienti, inserire la vaccinazione fatta nel sistema informatico, ci sono da organizzare i centri vaccinali, regolare le file e le entrate, ed anche le emergenze. Ma solo questa mattina la Provincia si è mossa, per cercare «personale disponibile». Che in conferenza stampa fu quantificato in 500 operatori al giorno.
Lo ha fatto con una mail del dirigente generale del personale, dottor Fedrigotti. Una lettera che spiega il significato e l’importanza del piano straordinario di vaccinazioni. E con una supplica: «visto il poco tempo a disposizione, si prega di comunicare la propria disponibilità entro martedì 30 novembre». Cioé domani.
La mail contiene già una griglia di turni a cui si può aderire. Il dipendente potrà così scegliere quando mettersi a disposizione.
Non c’è nemmeno una riga, però, su eventuali retribuzioni straordinarie.
Insomma, come ha detto il presidente della giunta Fugatti sabato scorso annunciando l’iniziativa, «confidiamo nel buonsenso degli operatori». I cui sindacati però non sono nemmeno stati interpellati, perché la giunta e l’Azienda Sanitaria hanno organizzato il piano confrontandosi solo con gli Ordini professionali.
Motivo per cui l’adesione «spontanea» degli operatori potrebbe incontrare delle difficoltà. Già ieri tutte le sigle sindacali del comparto Funzione Pubblica hanno fatto balenare la possibilità di «azioni inusitate». Insomma, una clamorosa protesta per la «presa in giro» da «fiera paesana» della giunta Fugatti, che da una parte chiede l’adesione straordinaria dei lavoratori, e dall’altra non rinnova il contratto, scaduto da quattro anni.


