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TRENTO. Quasi un appartamento su due - pari al 47,40% - non è occupato per tutto l'anno sul territorio della provincia di Trento. È cioè una seconda abitazione, una casa di vacanza oppure non viene utilizzata in alcun modo.
Il totale degli immobili registrati in Trentino è di 389.628 unità, dei quali 235.835 occupati e 153.793 non occupati tutto l'anno.
Numeri che mettono la nostra provincia ai primi posti di questa speciale classifica, anche se non in primo piano: nella top ten delle città con la percentuale più alta di case non occupate ci sono Sondrio (57,04%), Aosta (56,73), L'Aquila (55,09), Imperia (51,98), Savona (50,43), Verbano - Cusio - Ossola (50,08), Agrigento (50%), Rieti (49,65), Isernia (49,54) e Belluno (48,46).
I dati sono stati diffusi nei giorni scorsi da Openpolis su elaborazione dei dati Istat: «La presenza o meno di case abitate su un territorio può essere legato a quanto quella determinata area risenta di periodi di crisi economica, dell'eccessiva lontananza da zone con servizi più capillari ed efficienti ma anche del calo demografico che si sta registrando - si legge nello studio - La popolazione italiana infatti sta diminuendo. Istat prevede che nel 2070 i residenti non raggiungano nemmeno la soglia dei 50 milioni, attestandosi secondo le stime a 47,7 milioni».
Nella tabella qui sotto si può vedere la situazione dei diversi Comuni: si parte da Lavis (il territorio più virtuoso da questo punto di vista, considerato che l'86% delle abitazioni è utilizzato in maniera continuativa) e si arriva a Mezzana (nel quale la medesima percentuale scende al 14%).
Nella parte bassa ci sono diverse località legate al turismo più rinomato del Trentino, con Pinzolo (18,2%), Mazzin (18,5%), Carisolo (21,98%) e via con altri luoghi di richiamo per i turisti italiani e internazionali.
Per quanto riguarda i centri principali, a Trento la percentuale di case non occupate corrisponde al 16,89, che scende al 16,10 nel caso di Rovereto e sale al 18,45 a Mori. Pergine fa invece registrare il 20,41%, mentre Arco arriva al 23% e Riva al 28,56%.
La percentuale del cinquanta per cento viene superata a Cavalese, dove gli immobili «non continuativi» iniziano ad essere di più degli altri.


