TRENTO. Calano i prezzi ma non le preoccupazioni. Anzi. L'intero comparto del trasporto su gomma sta venendo messo a dura prova dal caro carburanti legato alla crisi energetica in Medio Oriente e uno sconto di poche settimane non può risolvere il problema. A spiegare meglio il difficile momento che sta vivendo il settore è Andrea Gottardi, titolare dell'azienda trentina Gottardi Autotrasporti.

Ci può spiegare qual'è l'attuale situazione?

«Le circostanze non sono semplici. Il settore degli autotrasporti è fragile perché le persone non vogliono fare squadra».

Cosa occorre fare?

«In questo momento i trasportatori dovrebbero andare dai clienti ed essere sinceri. Il costo del gasolio è aumentato e in un trasporto la quota del carburante incide sul 30% del costo. Il meccanismo è automatico, se il prezzo cresce noi a fine mese facciamo la fattura e viene inserita la quota di adeguamento. Quando il gasolio cala giustamente facciamo lo sconto. Il parametro per calcolare correttamente il costo del diesel, è dato dal prezzo medio fornito dal Mise a fine mese».

Quali sono i problemi del settore?

«È frastagliato. Ci sono aziende che competono su più livelli. Alcune possono permettersi di tenere i prezzi fermi, perdendo dei soldi. Chi ha liquidità fa danni sul mercato in questo momento. A livello finanziario c'è un problema enorme: se prima compravi una motrice di gasolio a 12 mila euro adesso ti va a costare sui 20 mila».

Questo taglio sulle accise è un bene per voi?

«In realtà potrebbe creare dei danni sull'autotrasporto. Con il credito di imposta qualcosa lo dovremmo recuperare a fine maggio. La misura mitiga un attimo, ma il gasolio si è alzato tanto. La realtà è che su marzo i prezzi dovrebbero crescere almeno del 10% al netto degli incrementi che abbiamo avuto».

Dove si stanno riscontrando le maggiori difficoltà?

«Sulle grosse situazioni con contratti pluriennali. Le banche non ci stanno aiutando. Il settore è fragile e c'è anche l'esposizione finanziaria di cui non si parla affatto, la cassa sta diventa un problema».

Ci può fare un esempio?

«Solo in una giornata ho speso 11.902 euro per 6.000 litri di gasolio e 12.143 euro per altrettanti litri di Hvo. A febbraio per le stesse quantità spendevo 9.955 euro per il gasolio e 9.882 per l'Hvo. Questo porta ad un aumento di cassa di circa 35 mila euro al mese per la mia realtà, considerando un consumo di 5000 litri giornalieri».

Anche per l'elettrico si stanno avendo complicazioni.

«Bisognerebbe slegare la quotazione della corrente elettrica da quella del gas. Gli adeguamenti non sono rapidi come quelli del gasolio e si riesce a reggere il colpo».

Resta il nodo dei biocarburanti.

«Assolutamente sì. L'Hvo, il gasolio a base vegetale dovrebbe costare sistematicamente 20 centesimi in meno del "normale" gasolio, ma adesso sta costando di più. Aziende come la mia che vogliono fare "green" si trovano a spendere di più e addirittura il prodotto manca. Le flotte di camion comprano all'ingrosso, con prezzi tendenzialmente più convenienti, ma ora trovano il carburante più caro e devono pagarlo subito perché non ci sono neanche le scorte. C'è stato un assalto ai distributori, ma i prezzi sono altissimi, a inizio febbraio il diesel stava a 1.6!».

La situazione sta venendo giornalmente monitorata da tutto il comparto degli autotrasporti e domani a Roma si terrà un incontro congiunto con tutte le Sezioni regionali per fare il punto e stabilire una linea comune d'azione.