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TRENTO. Tragedia a causa del monossido di carbonio spriogionato dall'impianto termico, in una casa della Lessinia veronese.
Dopo giorni di ricerche, un uomo e un suo amico sono stati rinvenuti senza vita in un edificio nella zona di Bosco Chiesanuova.
Insieme a loro anche due animali domestici, a loro volta avvelenati dal gas che si sprigiona dalle combustioni in ambiente troppo povero di ossigeno.
L'allarme era stato lanciato nei giorni scorsi dai familiari delle due persone, che non avevano fatto rientro a casa, a Sommacampagna (Verona).
Subito erano scattate le ricerche a opera di personale della Protezione civile e dei vigili del fuoco.
Oggi la tragica scoperta e l'ipotesi che si sia trattato, appunto, di un caso di avvelenamento dovuto, pare, alla combustione di una stufa utilizzata per riscaldarse la casa, in un'area nella quale in questi giorni le temperature sono particolarmente rigide.
Ma per avere la conferma sulle cause dei decessi si attende l'esito dell'autopsia, che è già stata disposta.
Alla fine del mese scorso una tragedia a casa del monossido di carbonio si era avuta anche a Levico Terme: un uomo ha perso la vita.
Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore e incolore, sostanzialmente non percepibile, che provoca la morte quasi immediata di chiunque lo respiri.


