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TRENTO. Il prezzo del diesel oltre i due euro al litro accende l’allarme nel settore agricolo del Trentino Alto Adige. Coldiretti ha inviato una lettera al Governo chiedendo un incontro urgente per affrontare l’impennata del costo del gasolio e dell’energia, una dinamica legata alle tensioni geopolitiche internazionali che rischia di colpire duramente le imprese del comparto primario.
Nella comunicazione firmata dal presidente nazionale Ettore Prandini, l’organizzazione agricola evidenzia come l’aumento dei costi energetici stia incidendo direttamente sui bilanci delle aziende. Il rincaro del gasolio agricolo e dell’energia, infatti, si riflette sui costi di produzione e sulla sostenibilità economica delle attività agricole, già messe sotto pressione dall’instabilità dei mercati delle materie prime.
«Le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz trasportano circa un quinto delle riserve mondiali di petrolio, pari a circa 20 milioni di barili al giorno», ricorda il presidente regionale Gianluca Barbacovi. «Da questo passaggio transitano anche le importazioni italiane di petrolio e derivati provenienti dai Paesi del Golfo, che rappresentano quasi un quinto delle forniture complessive del nostro Paese».
Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, il comparto alimentare è tra i principali utilizzatori del trasporto su strada: cibo e bevande rappresentano il 14% delle tonnellate trasportate e il 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l’88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma. Per le aziende agricole energia e concimi pesano oggi in media per circa il 25% dei consumi intermedi, una quota che potrebbe crescere ulteriormente se i rincari dovessero proseguire.


