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TRENTO. I carabinieri del Nas sono tornati ieri nel reparto di ginecologia del Santa Chiara per l'acquisizione di ulteriori informazioni che andranno ad integrare il materiale già in possesso della procura. L'indagine partita dalla sparizione della dottoressa Sara Pedri, di cui non hanno notizie dallo scorso 4 marzo, ha portato alla scoperta di una situazione di profondo disagio patito da gran parte del personale, in un reparto che comunque rappresentava e rappresenta tutt'ora un'eccellenza.
Gli accertamenti sono avvenuti su tre piani: la commissione disciplinare dell'Azienda sanitaria che ha chiesto il licenziamento del primario Saverio Tateo (nel frattempo trasferito presso la sede delle Cure Palliative a Trento) e una sanzione per la dottoressa Liliana Mereu (già trasferita a Rovereto); il sopralluogo degli ispettori ministeriali nel reparto, con il rapporto che imputa al dottor Tateo «vessazioni e mortificazioni contro i colleghi»; l'ispezione dei carabinieri del Nas che hanno depositato in procura a Trento un'informativa che contiene accuse di maltrattamento circostanziate a carico del primario e della dottoressa, che era il suo "braccio destro".
Sulla legittimità del licenziamento del dottor Tateo chiesto dalla Commissione di disciplina è chiamato ad esprimersi il Comitato dei Garanti. Ma i suoi legali promettono battaglia. «Se il licenziamento dovesse essere confermato, faremo ricorso al giudice per chiedere l'immediato reintegro del primario e il risarcimento di tutti i danni» aveva dichiarato nei giorni scorsi il professor Vincenzo Ferrante, legale del dottor Tateo. Per quanto riguarda il procedimento penale, al vaglio una novantina di testimonianze raccolte dalla pg.


