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TRENTO. Dopo una lunga e intensa trattativa, le sigle sindacali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil hanno siglato l'accordo per il rinnovo dei contratti collettivi del pubblico impiego provinciale per il personale delle Aree non dirigenziali e della Sanità. Un risultato definito "epocale", che introduce importanti novità normative ed economiche per circa 14.000 lavoratrici e lavoratori, reso possibile dalla forte mobilitazione e dal grande interesse dimostrato dai dipendenti in tutte le fasi del confronto.
La spinta decisiva verso la firma - dicono i sindacati - è arrivata dalla base: oltre 1000 lavoratrici e lavoratori hanno affollato la sala della Federazione delle Cooperative e seguito i lavori in collegamento. "Questo non è solo un accordo, ma la vittoria di migliaia di dipendenti che hanno partecipato, discusso e sostenuto l'azione sindacale. Abbiamo sentito forte e chiara la loro voce, specialmente nell'ultima, gremitissima assemblea delle Autonomie Locali. Il loro coinvolgimento è stato il nostro principale punto di forza al tavolo delle trattative", dichiarano i segretari Alberto Bellini, Giuseppe Pallanch e Andrea Bassetti.
Tra i punti salienti dell'intesa si evidenziano un aumento economico significativo del 6% a partire dal 2025, l'introduzione di un nuovo ordinamento professionale che unifica le aree contrattuali, semplifica il sistema e, soprattutto, crea percorsi di carriera chiari e accessibili, valorizzando le competenze acquisite sul campo. Ci saranno inoltre miglioramenti su istituti importanti come le indennità di turno e un aumento dei versamenti al fondo di previdenza complementare Laborfonds e aggiornamento Sanifonds.


