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TRENTO. “Abbiamo assunto una decisione necessaria e responsabile”. Con queste parole Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, ha commentato l’assoluzione in primo grado nel procedimento legato all’abbattimento dell’orso M90, avvenuto il 6 febbraio 2024.
La sentenza è stata pronunciata oggi, 18 marzo, dalla giudice Claudia Miori, che ha disposto l’assoluzione con la formula “il fatto non costituisce reato”. Il caso riguardava l’ordinanza con cui era stato disposto l’abbattimento dell’animale, ritenuto pericoloso nell’ambito della gestione della fauna selvatica in Trentino.
Nel corso dell’udienza, celebrata con rito abbreviato al tribunale di Trento, sia la difesa sia il pubblico ministero avevano chiesto l’assoluzione, sostenendo che non vi fossero elementi per configurare un reato. Al centro del procedimento le contestazioni relative all’uccisione e al maltrattamento di animali, con attenzione anche alle modalità dell’intervento.
“L’assoluzione conferma in modo chiaro la piena legittimità dell’operato della Provincia – dichiara il presidente Fugatti –. Abbiamo assunto una decisione necessaria e responsabile, nell’esercizio delle nostre competenze. La gestione di esemplari pericolosi richiede interventi tempestivi e rispettosi delle norme vigenti, con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità delle persone, inclusa quella del personale del Corpo forestale a cui è affidato l’intervento sul campo. Abbiamo agito con professionalità, attenendoci a protocolli consolidati e riconosciuti a livello internazionale”.
Con la decisione odierna si chiude il primo grado del procedimento, mentre resta da valutare l’eventuale impugnazione nei successivi gradi di giudizio.


