«La prima notte tanto spavento, le esplosioni e tutti urlavano»
Emma Prandi, Giada Veronesi e Martino Loncrini, studenti del «Maffei», sono atterrati ieri sera a Malpensa. La dirigente Roberta Bisoffi: «Pronti a dare supporto psicologico». Sulla via del ritorno, via Vilnius, il ristoratore Matteo Benini. Sabrina Palazzi: «Momenti di sconforto»
L'INTERVISTA La professoressa: "Quel messaggio sui missili ci ha mandati nel panico"
L'ARRIVO I tre studenti trentini rientrati dagli Emirati: l'abbraccio dei familiari
LE FOTO A Malpensa esplode l'emozione: entusiasmo e lacrime
TRENTO. Alle 19.30 di martedì 3 marzo è stato come rinascere. Senza però voler dimenticare nulla, che sia stato bello o brutto, di questa esperienza. Il volo Etihad Airlines 79 messo a disposizione dagli Emirati Arabi tocca il suolo italiano e per Emma, Giada e Martino, oltre ovviamente alla professoressa Maria Chiara Betta, l'incubo è finito, possono fare ritorno a casa. Il tempo di sbrigare le formalità di rito, il saluto del governo in una saletta appartata portato da una rappresentante del ministro dell'istruzione Valditara. E poi il muro di cronisti al gate B del terminal 1 di Malpensa. Prima di mettersi in macchina e puntare dritti verso casa.
«Siamo contenti di essere tornati ma anche di aver partecipato a un progetto bellissimo - racconta Emma Prandi - Noi eravamo lontani dall'aeroporto a differenza di chi soggiornava al Meridien. Ma la prima notte lo spavento è stato tanto. Abbiamo visto le esplosioni, tutti i ragazzi si sono riversati nei corridoi e poi giù per le scale, tanti urlavano e anche i tutor avevano difficoltà a calmare tutti». L'altro giorno Emma, Giada e Martino hanno potuto vedere i loro compagni di classe (la 5C del liceo scientifico) in Meet e la cosa ha tirato sù il morale. «Domani (oggi per chi legge, ndr.) faremo un giorno di riposo, poi giovedì torniamo in classe». «C'è la maturità quest'anno» ricorda la prof Betta in vivavoce. E la guerra? «Ho paura che sia solo l'inizio - continua la giovane Emma - Spero che il conflitto non si allarghi troppo. Certo che dopo questa esperienza seguirò diversamente questi avvenimenti del mondo». «Siamo frastornati ma felici di essere sua via del ritorno a casa - aggiunge la professoressa Maria Chiara Betta - L'ultima notte è stata un po' agitata, soprattutto per i ragazzi che soggiornavano vicino all'aeroporto. Un grazie particolare lo voglio esprimere al console di Dubai e all'ambasciatore».
«Quando abbiamo visto i ragazzi l'altro giorno in Meet mi sono sentita molto sollevata - commenta la dirigente scolastica del Liceo Maffei Roberta Bisoffi - Li ho visti sereni, tranquilli, abbiamo anche scherzato. Se ce ne sarà bisogno siamo pronti a dare supporto psicologico ai ragazzi».
Ad Abu Dhabi fino a martedì mattina c'era anche Matteo Benini, titolare della Birreria Maffei in pieno centro a Riva, andato a trovare il figlio Mattia che lavora come primo ufficiale di bordo per la «Get Jet Airlines», compagnia satellite di Etd. «Sabato mattina stavamo andando in spiaggia e ho sentito dei boati, mia moglie non se n'è accorta e non le ho detto nulla. Poi verso le 13 ha telefonato mio figlio da Amman e ci ha detto che tutti i voli erano cancellati». Martedì mattina Benini e la moglie hanno raggiunto Mascate, in Oman, in pullman e si sono imbarcati su un volo che li riporterà in Italia questa sera con scalo a Vilnius. «Ad Abu Dhabi abbiamo sentito solo scoppi - prosegue il ristoratore rivano, già consigliere comunale - La notte scorsa siamo stati svegliati da alcuni boati, siamo dovuti scendere nella hall dell'albergo e non abbiamo più dormito».
In attesa di fare rientro a Riva ci sono sempre Giovanni Vivaldelli, titolare del «Cafèlac» e consigliere comunale del Patt, e la moglie: «Alle tre di notte è scattata l'allerta missili e ci ha tirato giù dal letto - racconta - Siamo venuti in aeroporto ma qui c'è il caos, tutti i voli sono overbooking e pochi sono in grado di darci informazioni attendibili». Un'ora d'attesa e poi il rientro in hotel. Bisogna aspettare ancora: rientro previsto per venerdì. «Non vediamo l'ora - aggiunge Vivaldelli - Non abbiamo paura ma non si sa mai come prosegue questa cosa e vorremmo fare ritorno a casa».
Sabrina Palazzi e consorte, di Bolognano ma titolari della pizzeria al taglio al Rione Degasperi a Riva, sono bloccati sulla nace da crociera Msc Euribia a Dubai: «Siamo oltre 6.500 persone tra passeggeri e personale di bordo - racconta - Noi siamo tranquilli ma ci sono persone che piangono e sentono la tensione. Anch'io ho qualche momento di sconforto. Il personale di bordo è bravissimo ma la tensione è palpabile, sabato (il giorno dell'attacco, ndr.) ci sono stati tre allarmi e abbiamo visto in cielo alcuni aerei da guerra. Non vediamo l'ora di tornare a casa, non voglio più stare qui».