La guerra

I tre studenti trentini rientrati dagli Emirati: l'abbraccio dei familiari

Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini, del liceo «Andrea Maffei» di Riva del Garda, sono atterrati a Malpensa con gli altri 200 studenti rimasti bloccati dopo la vacanza studio. Con loro anche la docente accompagnatrice. Ad attenderli in aeroporto familiari e amici (foto Ansa)

L'INTERVISTA La prof: "Quel messaggio sui missili in arrivo ci ha mandati nel panico"

LE FOTO A Malpensa esplode l'emozione: entusiasmo e lacrime

MILANO. Sono rientrati in Italia i circa 200 studenti dell’associazione World Student Connection rimasti bloccati negli Emirati dopo la vacanza studio. Tra loro anche i tre ragazzi del liceo «Andrea Maffei» di Riva del Garda Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini, quest’ultimo residente a Malcesine.
Con loro è tornata anche la professoressa Maria Chiara Betta (nella foto sotto), che li accompagnava nel viaggio.
Il volo è decollato da Abu Dhabi alle 14.30. L’atterraggio a Milano Malpensa è avvenuto intorno alle 19.30.
Ad attenderli al terminal decine di genitori pronti ad abbracciare i ragazzi, oltre ad uno stuolo di giornalisti di stampa, radio e tv. 

La professoressa Betta è sollevata: "E' la fine di una avventura veramente particolare, che ricorderemo per tutta la vita. La scelta di Dubai era stata fatta perché è una città ipersicura sulla carta. C'erano scuole di Africa, Turchia, perfino un iraniano. La simulazione diplomatica organizzata da Wsc è stata un'esperienza fantastica. Peccato che sabato, durante la cerimonia di chiusura, ci sia stato l'attacco e in 20 minuti hanno cancellati i voli. L'organizzazione è stata fantastica: ha riprogrammato le notti in albergo e ci ha divisi in due strutture. La prima notte è stata dura: lo shock della giornata e poi il messaggio arrivato sui cellulari a mezzanotte e mezza che diceva 'allerta minaccia missilistica: recarsi nel rifugio più sicuro'. Siamo scesi pricipitosamento dal settim opiano. Alcuni ragazzi erano al telefono con i gentori: "Mamma ci bombardano', dicevano..."

Lacrime e abbracci: finalmente in Italia i 200 ragazzi bloccati a Dubai

Hanno preso un volo Etihad da Abu Dabi, che ha fatto rotta sopra l'Oman per evitare la guerra. Fra loro gli studenti del Maffei di Riva Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini con la professoressa Maria Chiara Betta (foto Ansa / Matteo Corner)

"L'organizzazione, il console e l'ambasciatore sono stati molto bravi a trovare la soluzione di questo volo. Meno male, pare che la situazione sia ancora abbastanza a rischio".

"Le esplosioni le abbiamo sentite tutte le sere: vedevamo scie di luce che poi esplodevano: significava che il sistema antimissilistico funzionava".

"Nel ritorno l'aereo ha fatto rotta sopra l'Oman: per questo è durato due ore in più".

La professoressa del Maffei Maria Chiara Betta assediata dai giornalisti all'arrivo a Malpensa

L'atterraggio attorno alle 19.30. Con lei gli studenti Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini, che frequentano l'istituto di Riva

Al Gate B degli arrivi al terminal 1 di Malpensa, c'era imponente la presenza delle forze dell'ordine.

    "Siamo qui dalle 17, forse anche da prima", spiegano sorridendo quattro mamme in attesa dei figli, studenti della scuola internazionale di Pavia. Sono stati giorni di apprensione, i ragazzi sono stati fantastici: hanno sentito le esplosioni ma non hanno mai ceduto al panico. Non siamo mai stati soli. Ci sono sempre stati vicini tutti, questo ci ha aiutato. Adesso vogliamo solo riabbracciarli".

    "Vogliamo ringraziare il ministro Tajani, il Governo, tutti coloro che ci sono stati vicini - aggiungono due papà arrivati a Malpensa da Napoli - Siamo sempre stati in collegamento con loro. I nostri figli hanno passato almeno due ore in un bunker.

    Le esplosioni le abbiamo vissute in diretta con loro. Anzi sono stati loro che ci hanno calmato mostrando una maturità straordinaria. Vogliamo solo riabbracciarli, poi guideremo tutta la notte in direzione Napoli. Torneremo a casa, in una terra di pace".

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