La professoressa Betta del Maffei di ritorno da Dubai: "Quel messaggio sui missili in arrivo ci ha mandati nel panico"
La docente del liceo di Riva del Garda era con gli studenti Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini. "Siamo scesi dal settimo piano di corsa per cercare un rifugio. I ragazzi erano al telefono con i genitori: 'Mamma ci bombardano'. Tutte le sere sentivamo le esplosioni e vedevamo scie di luce che esplodevano in cielo"
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MILANO. La tensione si scioglie quando le ruote del volo Etihad Airways proveniente da Abu Dhabi toccano l’asfalto dell’Aeroporto di Milano Malpensa. Per i circa 200 studenti della World Student Connection, rimasti bloccati negli Emirati, è un ritorno a casa che sa di liberazione. Tra loro anche i ragazzi del liceo Maffei di Riva Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini.
Hanno preso un volo Etihad da Abu Dabi, che ha fatto rotta sopra l'Oman per evitare la guerra. Fra loro gli studenti del Maffei di Riva Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini con la professoressa Maria Chiara Betta (foto Ansa / Matteo Corner)
Lacrime e abbracci: finalmente in Italia i 200 ragazzi bloccati a Dubai
La professoressa Maria Chiara Betta racconta il sollievo dopo giorni difficili: "E' la fine di una avventura veramente particolare, che ricorderemo per tutta la vita. La scelta di Dubai era stata fatta perché è una città ipersicura sulla carta. C'erano scuole di Africa, Turchia, perfino un iraniano. La simulazione diplomatica organizzata da Wsc è stata un'esperienza fantastica. Tutto perfetto finché sabato, durante la cerimonia di chiusura, c'è stato l'attacco e in 20 minuti hanno cancellati i voli. L'organizzazione è stata fantastica: ha riprogrammato le notti in albergo e ci ha divisi in due strutture. La prima notte è stata dura: lo shock della giornata e poi il messaggio arrivato sui cellulari a mezzanotte e mezza che diceva 'allerta minaccia missilistica: recarsi nel rifugio più sicuro'. Siamo scesi pricipitosamento dal settimo piano. Alcuni ragazzi erano al telefono con i genitori: "Mamma ci bombardano', dicevano..."
La guerra era davvero a un passo: "Le esplosioni le abbiamo sentite tutte le sere: vedevamo scie di luce che poi esplodevano: significava che il sistema antimissilistico funzionava".
Poi la notizia del volo di rimpatrio con Etihad: "L'organizzazione, il console e l'ambasciatore sono stati molto bravi a trovare questa soluzione. Meno male, pare che la situazione sia ancora abbastanza a rischio. L'aereo ha fatto rotta sopra l'Oman: per questo è durato due ore in più. Ora siamo finalmente arrivati e possiamo tornare nelle noste case".
L'atterraggio attorno alle 19.30. Con lei gli studenti Giada Veronesi, Emma Prandi e Martino Loncrini, che frequentano l'istituto di Riva
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