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TRENTO - Non finisce la lunga serie di furti notturni ai danni di attività commerciali nel territorio di Trento. Dopo aver colpito in città e in collina, la notte scorsa, tra martedì e oggi, i malviventi hanno agito ai danni di una notissima gastronomia in centro storico: "Castelli Romani" di via Santa Trinità.
Un'attività molto apprezzata, che fu avviata nel 2003 da Mario Catapano, detto "Marietto", scomparso purtroppo un anno fa, e dalla moglie Ana Maria Hoyos: un locale diventato presto punto di riferimento per molti clienti, nel segno della "romanità" gastronomica, fra panini caldi con la porchetta e altre prelibatezze.
La notte scorsa, invece, a prendere di mira il negozio sono stati i ladri, che hanno forzato la porta d'ingresso del locale. Questa mattina presto l'amara sorpresa e quindi l'intervento della polizia.
Secondo le prime informazioni, i criminali sarebbero riusciti a penetrare all'interno e a rubare denaro in contanti.
Frattanto, l'Associazione commercianti al dettaglio di Trento lancia un nuovo grido sul tema sicurezza: "Basta con i rimpalli di competenze, basta con l'inerzia. Vogliamo sapere chi è responsabile di cosa, e cosa intende fare. Pretendiamo che la polizia locale sia presente in questo momento critico - mattina e sera - e che le forze dell'ordine rafforzino la prevenzione, non solo l'intervento postumo. Fatti cento vigili, quanti si occupano della viabilità? Se oggi la proporzione è 80 a 20, vogliamo che venga invertita: 20 sulla viabilità, 80 sulla città a presidiare la sicurezza e a dialogare con commercianti e cittadini", tuona il presidente Massimo Piffer, che oggi ha avuto un incontro con il sindaco di Trento, Franco Ianeselli.
Sul tavolo, si legge in una nota dell'associazione, la "crescente emergenza sicurezza nel centro storico e nei quartieri della città, con un'escalation di episodi criminosi - furti, danneggiamenti, spaccate - che sta esasperando il tessuto commerciale urbano".
Durante l'incontro, il sindaco ha condiviso molte delle preoccupazioni emerse, riconoscendo la gravità della situazione e dichiarando la massima disponibilità al confronto. Ha parlato di "città a un passo dalle ronde" e della necessità di "evitare la deriva dell'autodifesa spontanea" attraverso una strategia concertata tra Comune, Questura, associazioni di categoria e volontariato, prosegue la nota.
Sono state avanzate diverse proposte operative: rafforzamento del presidio urbano anche tramite i cosiddetti Street Tutor, sperimentazione di tecnologie di videosorveglianza avanzate con intelligenza artificiale, attivazione di un fondo - magari provinciale - per sostenere i commercianti nel miglioramento dei sistemi di protezione passiva.
Piffer ha insistito anche su un punto politico centrale: "La sicurezza urbana non è un problema di destra o di sinistra: è un diritto basilare del cittadino e dell'imprenditore. Se viene meno questo diritto, viene meno il patto tra chi lavora e la comunità che dovrebbe proteggerlo. E non accetteremo che si dia la colpa ai commercianti perché non hanno le inferriate o non fanno l'assicurazione: il problema non sono le vetrine, sono i ladri. Il problema non sono i dispositivi di sicurezza, è l'assenza di una presenza pubblica credibile e rassicurante sul territorio".


