Caccia, la Lav: ora la Provincia sconsiglia le mangiatoie per ungulati ma vanno vietate
L'associazione animalista commenta il nuovo Piano faunistico, che contempla una revisione del foraggiamento attuato dai cacciatori per richiamare gli animali: "Una pratica dannosa che fra l'altro attira gli orsi favorendone la confidenza"
APPELLO Le mangiatoie per ungulati attirano gli orsi: toglierli
POLEMICA Caccia, nei boschi torna il cibo per gli ungulati
TRENTO - Da lunedì 26 maggio è in vigore il nuovo Piano faunistico venatorio della Provincia di Trento, che sostituisce quello del 2010. La revisione riguarda anche il foraggiamento degli ungulati, pratica svolta dai cacciatori per incrementare la presenza di animali in vista della stagione venatoria.
La Lav (Lega Anti Vivisezione), da anni contraria a questa attività, tanto da aver impugnato davanti al Tar, ma senza successo, gli atti provinciali che l'avevano autorizzata, sottolinea che il foraggiamento non solo favoriscE la caccia, ma rappresenta un rischio concreto per la convivenza con gli orsi, attratti dagli alimenti utilizzati.
Già negli anni scorsi il tema era stato sollevato anche in consiglio provinciale, da esponenti di minoranze, anche per evidenziare che spesso il cibo viene messo in punti vicini a postazioni di caccia, con lo scopo di attirarvi gli animali, in particolare gli ungulati.
Chi frequenta i boschi avrà probabilmente incontrato sui propri passi mangiatoie (talvolta vuote, altre volte piene di mais) ma anche alimenti, specialmente mele, sparsi sui prati a poca distanza da altane di caccia.
Secondo la Lav, la Provincia ha ignorato a lungo le evidenze scientifiche e le raccomandazioni di Ispra e della comunità internazionale, secondo le quali "il foraggiamento dovrebbe essere vietato, ancor di più nelle zone frequentate dagli orsi, perché ne favorisce la confidenza, cioè l'avvicinamento agli esseri umani".
Nonostante il nuovo piano riconosca la pericolosità del foraggiamento nelle aree frequentate dagli orsi, la Provincia si limita a sconsigliarlo, senza introdurre un divieto esplicito.
L'associazione denuncia inoltre gravi carenze gestionali: "La Provincia non sa quante strutture di foraggiamento esistano né dove si trovino", afferma Massimo Vitturi, responsabile Lav per gli animali selvatici.
Il nuovo piano, tuttavia, recepisce alcune delle richieste storiche della Lav: d'ora in avanti i siti di foraggiamento dovranno essere georeferenziati e si potranno utilizzare solo fieno ed erba medica.
Per la Lav si tratta di misure minime che avrebbero dovuto essere adottate anni fa. L'associazione annuncia che continuerà a monitorare l'applicazione delle nuove disposizioni e, se necessario, interverrà con azioni legali per tutelare la sicurezza di cittadini e fauna.