Animali / Il caso

Uccisero una pecora durante il lockdown per fare una scorta di carne: imputati tre giovani

I tre africani, che lavorano regolarmente in Trentino e non hanno precedenti penali, avrebbero agito seguendo le loro tradizioni culturali, ignorando la legge italiana. Nella loro azione è stato escluso il collegamento religioso: hanno ucciso l’animale per fare una scorta di carne

DENUNCIA «Chiodi contro gli animali e minacce a noi», l’allarme del resort in val Floriana 
IL FATTO
 Casa troppo sporca: sequestrati i cani alla coppia 
SPERANZA Quattro ragazzi e oltre mille animali: la più giovane è Lia e ha 24 anni, il più vecchio Daniel di 35 anni 
INDAGINI 17 pecore morte seppellite in riva al lago di Nambino

TRENTO. Hanno ucciso una pecora tagliandole la gola come avviene abitualmente nel Paese dove sono nati. Tre giovani africani sono finiti davanti al giudice: non lo hanno fatto per un rituale religioso, né per crudeltà, ma solo per farsi una scorta di carne durante il lockdown. Il procedimento è stato sospeso per la messa alla prova dei tre. L’episodio per il quale i tre sono finiti nei guai risale a marzo 2020.

Erano i primi giorni di chiusura totale per la pandemia, fra norme poco chiare, la paura di un virus ancora sconosciuto, le strade vuote. Si poteva uscire di casa per andare a fare la spesa, ma tre giovani africani, arrivati in Valsugana per lavorare, avevano deciso di procurarsi a modo loro la carne: acquistata una pecora, un esemplare di circa tre anni, le hanno tagliato la gola.

I carabinieri, impegnati in quei giorni nei controlli per il rispetto del lockdown, avevano denunciato i tre stranieri all'autorità giudiziaria per uccisione di animale e per macellazione abusiva: dopo aver ucciso la pecora, l'avevano scuoiata lasciando la carcassa sulla pubblica via. Inoltre i tre erano stati denunciati per il mancato rispetto delle norme anti Covid.

A loro difesa gli stranieri hanno spiegato di essere stati indotti in errore da persone a loro vicine che non avevano spiegato che in Italia la macellazione non avviene ovunque: ci sono regole ben precise da rispettare nonché chiare norme igienico-sanitarie a cui fare riferimento.

I tre africani, che hanno un lavoro regolare in Trentino e nessun precedente penale, avrebbero dunque agito secondo la tradizione del loro Paese natale, ignorando la legge italiana. Nella loro azione è stato escluso il collegamento con l'esercizio di diritto legato alla loro religiose: hanno ucciso l'animale per fare una scorta di carne.

comments powered by Disqus