Ndrangheta in Trentino, spuntano nuovi indagati Oggi l'analisi dei dati di telefoni e pc sequestrati

Nuovi sviluppi nell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Trentino. Un avviso di «accertamenti tecnici non ripetibili» è stato inviato dalla procura a 29 indagati dell'inchiesta "Perfido", alcuni dei quali mai emersi finora.

Oggi saranno estratti i dati, evidenti e cancellati, presenti in telefoni e pc sequestrati il 15 ottobre scorso, quando gli investigatori del Ros eseguirono 19 misure cautelari.

Tra gli indagati c'è anche il generale dell'esercito Dario Buffa, nativo di Borgo Valsugana e residente a Folgaria, che intervistato sull'Adige oggi in edicola respinge seccamente ogni sospetto sulla propria condotta: «Le indagini non mi spaventano ed anzi sono doverosi, ma emergerà che sono solo millanterie».

Gli inquirenti stano verificando anche le positizoni di esponenti del mondo politico locale, a loro volta indagati.


 

Sono 26 gli esposti-denuncia presentati in Procura dal Coordinamento lavoro porfido (Clp) sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata in questo comparto economico trentino.

«Per anni responsabili politici della Provincia, sindaci del settore porfido, magistrati, e forze dell'ordine hanno sottovalutato il malaffare evidente da anni, che si sviluppava sotto traccia, come un cancro nel settore del porfido e nel Trentino», scrive il Clp.

Il Coordinamento auspica «una seria riflessione sulle modalità di gestione del settore del porfido, che non può essere lasciata nelle mani della potente lobby locale che controlla direttamente o indirettamente le amministrazioni comunali della zona».

Ai 26 esposti-denuncia si aggiungono le segnalazioni inviate all'autorità giudiziaria dal segretario del Comune di Lona-Lases Marco Galvagni e del presidente degli autotrasportatori Andrea Gottardi.

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