Mammografie, esami solo a Trento e Rovereto

Mammografie solo negli ospedali di Trento e Rovereto. È questo il futuro disegnato dalla delibera che approderà domani in giunta provinciale. Una scelta che rivede il sistema di screening del tumore al seno abbandonando gli attuali macchinari, che hanno 14 anni, per sostituirli con strumenti con lettura tridimensionaleI tuoi commenti

di Luisa Maria Patruno

mammografia

La tensione fra Pd e Patt sulla sanità è alle stelle non solo in giunta - dove nella riunione di giovedì scorso sono già emerse le divergenze fra il presidente Ugo Rossi (Patt) e l'assessora Donata Borgonovo Re (Pd) sulla riorganizzazione della rete ospedaliera territoriale - ma anche a livello di consiglieri provinciali.
Ieri, il capogruppo delle Stelle alpine,  Lorenzo Baratter , e il consigliere autonomista membro della quarta commissione,   Graziano Lozzer , invitati dall'assessora Borgonovo Re come gli altri esponenti di maggioranza a partecipare all'incontro informativo sulla delibera per la riorganizzazione del servizio per le mammografie, hanno deciso di disertare polemicamente l'appuntamento.
«La segreteria dell'assessore - spiega Baratter - mi ha inviato una email due giorni fa senza specificare l'oggetto dell'incontro. Io avevo già programmato altri impegni e ho chiesto se mi poteva essere anticipato l'argomento e non mi è stato nemmeno risposto. Quindi non sono andato. E so che anche altri non sono andati. Il metodo mi ha lasciato perplesso, oltre al fatto che ogni settimana c'è una sorpresa e si butta benzina sul fuoco. Penso che sulla questione della rete ospedaliera sia meglio fermarsi e prendere tempo per pensarci bene come maggioranza dobbiamo parlarne ancora. In queste questioni ci vuole più cautela se no la gente non capisce».
All'incontro c'erano invece il capogruppo provinciale del Pd, Alessio Manica, e quello dell'Upt, Gianpiero Passamani insieme a Piero De Godenz.
Dice  Alessio Manica : «In questi giorni in cui c'è una fibrillazione mostruosa sul tema della sanità, io ma anche Passamani e De Godenz abbiamo rappresentato all'assessora l'esigenza di accelerare nel percorso di chiarimento e confronto con la popolazione sul piano di riorganizzazione della rete ospedaliera nel suo complesso. Perché è chiaro che se diciamo ora che togliamo la mammografia negli ospedali periferici, anche se condivido l'esigenza di concentrare gli esami su Trento e Rovereto, si rafforza l'idea che vogliamo impoverire gli ospedali di valle. Invece, insieme ai sacrifici si deve cominciare a spiegare anche quali sono i benefici e i miglioramenti per il servizio e dunque per la salute dei cittadini e quindi penso e spero che la giunta già lunedì (domani per chi legge, Ndr.) assieme alla delibera sulla mammografia possa dire qualcosa su questa riorganizzazione della rete ospedaliera, anche se non arriverà già all'approvazione di un provvedimento complessivo».
Anche  Gianpiero Passamani  sollecita la giunta a presentare al più presto un disegno complessivo e in generale sugli ospedali periferici dice: «Penso che sia importante riuscire a garantire servizi di qualità sempre più elevata, anche se a volte questi sono meno vicini ai cittadini ma nello stesso tempo vanno indicate le specializzazioni che vengono definite per ogni ospedale periferico e che i territori hanno diritto di conoscere».
comments powered by Disqus