Matteo Renzi ai sindacati: avete difeso le ideologie

Con la riforma del lavoro il governo pensa «a quelli a cui non ha pensato nessuno in questi anni, che vivono di co.co.pro. e co.co.co e che sono condannati a un precariato a cui il sindacato ha contribuito preoccupandosi solo dei diritti di qualcuno e non di tutti». Matteo Renzi spara a zero sui sindacati italiani Sei d'accordo con Renzi?

 
Con la riforma del lavoro il governo pensa «a quelli a cui non ha pensato nessuno in questi anni, che vivono di co.co.pro. e co.co.co e che sono condannati a un precariato a cui il sindacato ha contribuito preoccupandosi solo dei diritti di qualcuno e non di tutti». Matteo Renzi spara a zero sui sindacati italiani
 
La prima bordata di giornata al premier viene assestata dal segretario della Cgil Susanna Camusso: 
«Mi sembra che il presidente del consiglio abbia un po' troppo in mente il modello della Thatcher». Un'analogia di vedute, ha proseguito, che si coglie «nell'idea delle politiche liberiste estreme, nell'idea che è la riduzione dei diritti dei lavoratori lo strumento che permette di competere». Ci va pesante anche il segretario di Sel, Vendola: «Si prova ad adoperare un vocabolario suadente per nascondere autentiche porcherie. Il Jobs Act è una cosa di estrema destra»
 
Poi gli attacchi interni: sul tema del lavoro il Pd è ancora attraversato da due sensibilità, una delle quali più vicina a quella dei sindacati, che Renzi attacca senza mezzi termini («Hanno difeso - scandisce - solo le battaglie ideologiche e non i problemi della gente»). 
 
L'obiettivo del governo e della maggioranza renziana del Pd è arrivare al via libera del Senato al Jobs act entro il vertice europeo dell'8 ottobre. Lunedì pomeriggio i bersaniani si vedranno per scrivere gli emendamenti da presentare all'attenzione del gruppo, martedì sera. 
 
A preoccupare la sinistra dem, a partire da Cesare Damiano, Guglielmo Epifani e Pier Luigi Bersani, sono le maglie troppo larghe della delega scritta dal governo. La sinistra dem vuole un contratto a tutele crescenti che a un certo punto assicuri la garanzia dell'articolo 18 e il reintegro: in tal senso «saranno presentati emendamenti», annuncia Bersani, Altrimenti, afferma, «si frantumano i diritti e allora sarà battaglia».
 
«Le discussioni aiutano a migliorarsi, l'importante è che non ci siano ultimatum o posizioni ideologiche», avverte Graziano Delrio, che invita a «uscire dall'ossessione dell'articolo 18».
Ma Corradino Mineo gli risponde che lui non è disposto a votare nessuna delega in bianco nè tantomeno la fiducia al governo su questo tema. Ma i renziani ricordano che se al Senato sarà stallo, c'è sempre l'arma del decreto. Il governo, ha chiarito Renzi, non esiterà a usarla.

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