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Brescia, cure staminali sospese Il papà di Desireè: ora la verità

Un'improvvisa «obiezione tecnica» da parte dei medici responsabili della somministrazione delle cure compassionevoli con il protocollo Stamina rende incerta la prosecuzione delle cure compassionevoli agli Spedali Civili di Brescia. Fra i pazienti in trattamento c'è pure la piccola Desireé Larcher  di Taio, la bimba di quattro anni affetta dalla malattia neurodegenerativa SMA1 che a inizio mese ha ricevuto la sua quarta infusione secondo quanto stabilito dal giudice del Tribunale di Trento Giorgio Flaim 

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Desireé migliora

«Per quale motivo - spiega il papà della bimba - dovremmo rinunciare a migliorare le condizioni di vita di nostra figlia? Non accettiamo questa eventualità, pur sapendo che Desireé non potrà guarire» aggiunge l'uomo. Che all'Adige ha fornito un paio di video dai quali emergono i miglioramenti. «Le sue gambe un tempo erano immobili, mentre ora piega leggermente le ginocchia, lo stesso vale per le braccia. In questi otto mesi è aumentato il tono muscolare della bambina, che pesa un chilo in più»