Desireé migliora

«Per quale motivo - spiega il papà della bimba - dovremmo rinunciare a migliorare le condizioni di vita di nostra figlia? Non accettiamo questa eventualità, pur sapendo che Desireé non potrà guarire» aggiunge l'uomo. Che all'Adige ha fornito un paio di video dai quali emergono i miglioramenti. «Le sue gambe un tempo erano immobili, mentre ora piega leggermente le ginocchia, lo stesso vale per le braccia. In questi otto mesi è aumentato il tono muscolare della bambina, che pesa un chilo in più»

di Andrea Bergamo

TAIO - Secondo il Ministero della Salute, dall'esame delle cartelle cliniche dei pazienti sottoposti alle cure compassionevoli del metodo Stamina non emergerebbero risultati positivi dal punto di vista medico e scientifico. L'approfondimento è stato realizzato solo dopo la bocciatura della sperimentazione con le cellule staminali avviata presso la struttura Spedali Civili di Brescia, in seguito al parere espresso da un comitato scientifico nominato dal ministro Beatrice Lorenzin. 
Ma la rispondenza al vero di quanto affermato dall'esponente di Governo è smentita da quanto riportato sulla lettera di dimissioni di Desireé Larcher, la bimba di Taio affetta da SMA1 (la malattia neurodegenerativa Atrofia muscolare spinale) e sottoposta lo scorso 14 ottobre alla terza infusione di cellule staminali dal midollo osseo della madre Sara. La malattia costringe la piccola di quattro anni e mezzo su un lettino, e la sua «motricità spontanea è molto povera». Se, però, nel marzo 2010 la genetista dell'ospedale Santa Chiara di Trento Serena Belli rilevava che le mani della bambina (che allora non aveva ancora compiuto un anno) erano «scarsamente mobili», ora Desireé «con aiuto utilizza un pennarello su un foglio» e muove le dita. Inoltre, la mimica del volto risulta «presente».
«Nonostante lo stop alla sperimentazione, la nostra bambina avrà diritto ad effettuare altre due infusioni, come ha stabilito il giudice Giorgio Flaim lo scorso mese di marzo. Ma per continuare la terapia dovremo rivolgerci ancora una volta al Tribunale di Trento» afferma il papà, Eros Larcher.

 

«Per quale motivo dovremmo rinunciare a migliorare le condizioni di vita di nostra figlia? Non accettiamo questa eventualità, pur sapendo che Desireé non potrà guarire» aggiunge l'uomo. Che all'Adige ha fornito un paio di video dai quali emergono i miglioramenti. «Le sue gambe un tempo erano immobili, mentre ora piega leggermente le ginocchia, lo stesso vale per le braccia. In questi otto mesi è aumentato il tono muscolare della bambina, che pesa un chilo in più. Gli esperti del Ministero vengano a trovarci per verificare di persona le condizioni dei malati sottoposti alle infusioni di Stamina - continua -.Purtroppo il comitato scientifico, composto da esperti legati alle case farmaceutiche, ha invece deciso a priori che la cura avviata su 36 pazienti non può comportare risultati positivi. Ed ha stoppato la sperimentazione sul nascere. Perché?».

 

 

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