PHOTO
TRENTO. Treni soppressi, autobus sostitutivi e problemi che continuano a penalizzare i viaggiatori. Il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino “Ing. Alberto Baccega” torna a denunciare i disservizi sulla ferrovia della Valsugana, chiedendo alla Provincia di intervenire nei confronti di Trenitalia e Rfi per accertare le responsabilità e applicare le eventuali penali previste dai contratti.
Nel mirino finiscono i ritardi nell’elettrificazione e i problemi di usura anomala delle ruote dei convogli. Il Comitato ricorda gli accordi sottoscritti dalla Provincia con i gestori ferroviari, che prevedono precisi standard di qualità. E solleva una domanda sul Comitato di garanzia, composto da rappresentanti di Trenitalia e Provincia: «Cosa sta facendo per gestire la situazione?».
L’associazione chiama direttamente in causa l’assessore provinciale alla mobilità Mattia Gottardi, chiedendo verifiche sulle cause dei disservizi. Secondo il Comitato, anche l’arrivo di nuovi treni più capienti rischia di produrre benefici limitati senza interventi strutturali. Pesano il binario unico e le incertezze sull’elettrificazione fino a Borgo Valsugana e, successivamente, a Bassano del Grappa, tratto per il quale mancano i finanziamenti.
La soluzione proposta è un raddoppio graduale dei binari, accompagnato dall’elettrificazione completa della linea. Il Comitato ricorda che una mozione in questa direzione è già stata approvata dal Consiglio provinciale, ma critica le priorità della Giunta, accusata di concentrarsi sul potenziamento della statale 47 anziché su una strategia di sviluppo del collegamento ferroviario.


