CASTELNUOVO. Da qualche giorno in località Santa Margherita è stato costruito uno stagno per gli anfibi. Quella che riportiamo oggi è una bella storia con diversi attori protagonisti: in tutto 25 persone, tutti volontari, appassionati di natura e ambiente, protagonisti nell’ultimo fine settimana di due giornate, una teorica a palazzo Ceschi a Borgo e l’altra pratica a Castelnuovo, che meritano di essere raccontate.

Tutto è iniziato un anno fa quando una signora di Castelnuovo informa il sindaco Claudio Ceppinati che ogni primavera, nei pressi di casa sua, porta in salvo delle uova di anfibi che trova deposte nei solchi lasciati dai trattori in un campo vicino. Le raccoglie con i secchi e le deposita in alcune piccole pozze d’acqua che sembra possano aiutare a superare i periodi siccitosi.

Oltre che sindaco, Claudio Ceppinati è anche presidente della Rete di Riserve e, come si dice in questo caso, da cosa nasce cosa. Ne parla con il referente locale della Rete Giancarlo Orsingher e nasce l’idea di creare proprio lì, in località Santa Margherita, uno stagno che possa diventare una «nursery» per rane, rospi, tritoni, ma anche un sito ideale, ad esempio, per le libellule. L’area interessata è di proprietà comunale, con il WWF Trentino-Alto Adige che si rende subito disponibile a realizzare lo stagno.

Nasce così anche l’idea di organizzare un corso di formazione teorico-pratico rivolto a persone interessate all’argomento, che possono apprendere come e perché si realizza uno «stagno per la biodiversità» per poi, armati di pala e badile, passare alla fase concreta. Ed è quanto successo sabato e domenica scorsi: la parte teorica si è svolta nella sala Lenzi della Comunità di Valle a Borgo con i naturalisti Riccardo Muraro e Stefania Dal Prà, che hanno affrontato rispettivamente i temi dell’importanza delle aree umide e delle tecniche di realizzazione degli stagni per la biodiversità l’uno e le specie che possono diventare gli abitanti di questi piccoli bacini l’altra.

Domenica, poi, tutti al lavoro in località Santa Margherita, a Castelnuovo, per creare un invaso di una quarantina di metri quadrati, su tre livelli, per una profondità massima di un’ottantina di centimetri, rivestito di tessuto impermeabile. Ore e ore di lavoro, con i volontari che hanno completato l’intervento con la piantumazione di alcune piante di specie igrofile.

«Ora non rimane che attendere il riempimento dello stagno, assicurato da un piccolo ma costante apporto d’acqua – ricordano all’unisono i partecipanti – e poi l’arrivo auspicato di rane e rospi...».

Ma la bella storia non finisce certo qui. C’è ancora dell’altro da raccontare, un altro tassello di questo interessante mosaico: una classe della scuola primaria di Castelnuovo, infatti, si è proposta di realizzare, in collaborazione con gli ospiti della Rsa «Levico Curae», uno «steccato inclusivo» e una panchina che faranno da corollario allo stagno. Per dare il benvenuto ai nuovi ospiti – rane, rospi, tritoni – che andranno a vivere e ripopolare quest’area, fino ad oggi abbandonata, in località Santa Margherita.