GRIGNO. La fotografia è lo specchio della situazione: il presidente della Provincia, con il suo tecnico che gli spiega le cose, su un pezzo di carta appoggiato al bagagliaio della macchina, ferma  a bordo strada. La sostanza è questa: la Provincia fa marcia indietro sul progetto di raddoppio 2+2 della statale della Valsugana.

Per il comunicato stampa della giunta: «Un sopralluogo sul posto per capire se ci siano dei margini per un progetto di raddoppio della statale della Valsugana che tenga conto delle richieste dei territori».

Sì, perché quello annunciato in pompa magna dal vicepresidente Mario Tonina mesi fa ha scatenato un putiferio. Una vera sollevazione che ha unito tutti i Comuni della valle.

Tradotto nel linguaggio di piazza Dante: «A seguito delle richieste arrivate nei giorni scorsi da alcune amministrazioni comunali, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, accompagnato dall'assessore alla sanità Stefania Segnana (è di Borgo Valsugana, ndr) si è recato sull’area interessata dal progetto, per verificare con i tecnici se esista la possibilità di trovare una soluzione diversa. Insieme all’ingegner Luciano Martorano, dirigente generale dell’Agenzia provinciale per le opere pubbliche, il presidente della Provincia ha preso visione delle possibili alternative all’attuale progetto di raddoppio della strada statale tra Castelnuovo e Grigno, ovvero il cosiddetto "2+2".
Il sopralluogo sarà seguito da un'ulteriore fase di approfondimento tecnico al termine del quale sarà programmato un nuovo confronto con le autorità locali».