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CASTEL IVANO. «Eri una persona calma riflessiva, buona e aiutavi tutti. Una persona semplice che mi ha sempre aiutata e sostenuta, fin da piccola, accompagnata e protetta. Per me sei sempre stato quella mano sicura, quella presenza tranquilla, un punto di riferimento nella mia vita. In questi giorni ho capito di più perché amavi tanto la tua famiglia a cui staremo vicine come tu hai fatto con me e ti assicuro che resterai con noi, nei nostri cuori in tutto quello che faremo assieme. Addio fratello mio, ti voglio tanto bene».
Con queste parole ieri pomeriggio, 2 maggio, la sorella Katia ha salutato l'amato fratello, Danilo Trentin, l'artigiano morto in ospedale a Trento due settimane dopo la rovinosa caduta dal balcone di una palazzina in costruzione a Borgo Valsugana. Tanta, tantissima gente lo ha accompagnato ieri pomeriggio nel suo ultimo viaggio: tutto il mondo del volontariato valsuganotto si è stretto attorno alla famiglia con un caldo ed affettuoso abbraccio. La piccola chiesa gremiata come non mai, una fila infinita, composta per l'ultimo saluto a Danilo. Nel corso dell'omelia il parroco don Claudio Leoni, che ha concelebrato il rito funebre con don Rodolfo Minati e don Venanzio Loss accompagnato dal coro parrocchiale di Agnedo, ha parlato del dolore.
«Oggi si chiude una porta e si apre un portone - ha ribadito nell'omelia - ed il ricordo diventa vita in altre persone. Danilo era appassionato di orienteering, utilizzava sempre la bussola e la mappa per trovare la giusta direzione, ma ci vuole sesto senso e fortuna. Oggi tu, caro Danilo, devi essere bussola e mappa per i tuoi cari e per tutti noi. Fatti aiutare da Dio come quando facevi il soccorritore, quando ti facevi aiutare dal tuo compagno. Ti auguro un riposo attivo».
Al termine del rito spazio anche al saluto dei volontari della Croce Rossa Bassa Valsugana e del Servizio Trasporto Infermi del Tesino in cui, con la moglie Cristina, il 63enne originario di Agnedo da anni era impegnato come volontario. Una persona altruista, sempre disponibile ad aiutare il prossimo. Come ultimo grande atto d'amore, oltre alla donazione degli organi, la famiglia ha invitato tutti a ricordare Danilo sostenendo le volontarie e i volontari del progetto ''Samburu'' in Kenya. M.D.


