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TRENTO. Il trasferimento della sede legale di Acciaierie Venete S.p.A. da Borgo Valsugana a Padova diventa un caso politico. A sollevare la questione è il consigliere provinciale Paolo Zanella, che accusa la Giunta di non aver fatto nulla per trattenere sul territorio una delle principali realtà industriali del Nord Italia.
L’azienda siderurgica, con una capacità produttiva di circa 2 milioni di tonnellate annue, rappresenta una presenza significativa anche in Trentino, dove dispone di uno stabilimento in Borgo Valsugana. Nel 2024 ha registrato un fatturato superiore a 1,09 miliardi di euro e un utile di oltre 6 milioni, posizionandosi tra le principali imprese della provincia.
Secondo quanto ricorda Zanella, la sede legale era stata trasferita in Trentino nel 2019 a seguito di una fusione legata anche a contributi provinciali. Una scelta che aveva garantito un gettito fiscale rilevante per le casse provinciali, in particolare su IVA e Ires, in base alle norme dello Statuto di autonomia.
Il recente spostamento deciso il 13 marzo riporta ora la sede a Padova. Per il consigliere si tratta di un passaggio che rischia di tradursi in minori entrate per il bilancio provinciale. Da qui l’interrogazione alla Giunta per conoscere l’entità del possibile danno e le ragioni dell’assenza di un confronto con l’azienda per valutare eventuali contropartite utili a mantenerla in Trentino.


