PRIMIERO. Luca Bonat aveva appena abbracciato i suoi genitori sull'uscio di casa a Transacqua, nel Primiero, prima di perdere la vita venerdì nello schianto contro un autobus lungo via Cavalieri di Vittorio Veneto a Feltre. Aveva trascorso la giornata in Trentino, dai suoi, insieme al suo bimbo, Liam, due anni il prossimo febbraio. Poi, prima di mettersi in macchina per tornare verso casa, nel bellunese, aveva ricordato loro: «Vi voglio bene».

Non sapeva che quello sarebbe stato l'ultimo saluto a mamma Maria Giovanna e papà Luigi, gestori insieme a lui, dell'hotel Al Ponte, una delle prime strutture turistiche nate in valle. Avevano pranzato tutti insieme, raccolti, a loro insaputa, in quello che avrebbe rappresentato l'ultimo momento in famiglia: uno dei tanti già vissuti, fatto solo da gesti di cura, quotidianità e dolcezza.

Doveva andare a prendere suo figlio più grande, Leonardo, sei anni, a Feltre, dove viveva con la compagna da tempo, per portarlo alla lezione di hockey. Ma la routine di una famiglia, che doveva trascorrere un venerdì come tanti, si è spezzata in pochi istanti per trasformarsi in puro dolore.

Da una parte piangendo la perdita di Luca, 40 anni, deceduto in ospedale poche ore dopo lo schianto. Dall'altra tirando un respiro di sollievo per il piccolo Liam, sopravvissuto per miracolo alla tragedia. Nel pomeriggio di sabato, a poco più di ventiquattro ore dall'inizio di questo incubo, la famiglia si è raccolta a casa, per cercare di provare a elaborare un lutto, ancora troppo fresco per essere assimilato.

«Ero legatissimo a lui - dichiara lo zio Piergiorgio Bonat - per me non era soltanto un nipote: era un confidente, un fratello, un punto di riferimento. Era ragazzo solare, che se poteva dare una mano, la dava. Diretto, leale, onesto, proprio come i suoi. Essendo io insegnante di educazione fisica alle medie e lui grande amante dello sport, ci davamo dei consigli. Sono inondato da messaggi, nessuno di noi ancora ci crede».

La compagna, Laura Corso, fatica a parlare. Preferisce la via del silenzio. «Stiamo cercando di fare squadra e di parare il colpo - prosegue lo zio - così avrebbe voluto lui. Erano le 14 quando ha salutato i suoi genitori per l'ultima volta: li ha abbracciati, dicendo loro che gli voleva bene, quasi avesse intuito cosa sarebbe successo. Ci stiamo ancora chiedendo perché sia accaduto».

Lo sci e il tennis erano il suo mondo. E lui era riuscito a distinguersi sia nel Primiero che oltreconfine, in Veneto, mostrando tutta la sua professionalità sia come allenatore delle giovanili dello sci club Croce d'Aune (un ruolo che aveva svolto in precedenza anche allo sci club Cornuda) che al tennis club di Pedavena e Norcen. Ora era la stagione giusta per «portare i ragazzi sul ghiacciaio».

Così appassionato di sport che gli amici avevano regalato a lui e alla compagna due biglietti per il torneo Atp finals. «Erano andati pochi giorni fa insieme a Torino per vedere Sinner: era contentissimo». Ma Luca aveva tante ambizioni e tanti progetti in cantiere. «Accanto alla sua attività famigliare in albergo, stava cercando di prendere la laurea in scienze motore all'Isef (Istituto superiore di educazione fisica, ndr) frequentando i corsi online. Aveva iniziato ad agosto e aveva dato già dieci esami. Voleva terminare gli studi per specializzarsi come istruttore a livello nazionale».

Due le comunità distrutte che ora si stringono attorno ai famigliari per dare loro conforto. E in queste ore piovono i messaggi di cordoglio, anche sui social. Fra i primi a far sentire la propria presenza, Nadir Zortea, giocatore del Bologna, profondamente legato alla terra trentina, avendo mosso i suoi primi passi nelle giovanili dell'Us Primiero.

«Mi ha mandato un messaggio - continua Bonat - oltre al dispiacere, mi ha detto continuerà a portarlo in campo, ogni volta che giocherà. Qualche anno fa Luca gli aveva dato delle lezioni di tennis».

Ad aggiungersi anche la voce della Scuola sci e snowboard San Martino di Castrozza: «Non ci sono parole per descrivere la persona che eri: maestro, collega ma soprattutto amico, sempre disponibile e con il sorriso. Un compagno amorevole e un papà orgoglioso dei vostri due bambini. Ti salutiamo così, mentre facevi ciò che più amavi: trasmettere la tua più grande passione. Ciao Luca, ci mancherai».