PERGINE. A più di sette mesi dalla consegna, il cantiere per la realizzazione della bretella fra la Strada provinciale 83 e via Falori, nella parte bassa di Nogarè, non è ancora partito.

Da gennaio, l’unica movimentazione che è stata vista fare all’impresa vincitrice dell’appalto è stata quella di completa chiusura, a mezzo di recinzioni e reti arancioni, dell’area di cantiere, con il posizionamento di un escavatore. Poi, il silenzio.

Anzi, l’unica cosa che è seguita a quel momento è stato un disagio in più per gli abitanti, che si sono visti precludere l’accesso a strade e sentieri normalmente frequentati, e il venir meno di spazio per la sosta delle auto in una frazione che, per la sua conformazione, di parcheggi ne conta pochi.

Per carità, dicono alcuni fra l’incredulità e la rassegnazione, se il cantiere fosse attivo, si accetterebbero i disagi di buon grado e con pazienza: ma ora, che sembra una presa in giro, la pazienza lascia il posto alla rabbia. Perché la frazione aspetta questi lavori da oltre 15 anni.

Ma perché non partono i lavori? Di chi è la responsabilità? Della Provincia, titolare dell’opera, o dell’impresa? Una risposta chiara a questa domanda non c’è: sentore generale è che sul banco degli imputati ci sia l’impresa vincitrice dell’appalto, impresa forse non in grado di gestire un lavoro di questa portata.

Fatto sta che l’unico risultato ad oggi è che i lavori non partono, ci sono disagi per i residenti e, non da ultimo, un’ingente somma di denaro pubblico (fra Provincia e Comune di Pergine) è vincolata per un’opera che attualmente pare ancora lontana dalla sua realizzazione. Aggiudicataria dell’appalto del valore di base di 1.953.433,74 euro, cui si aggiungono 1,1 milioni di euro da parte del Comune di Pergine, è l’impresa In Edil Pavimentazioni srl di Cembra Lisignago: stando al pannello informativo in cantiere, la consegna dei lavori è avvenuta il 31 gennaio, e da contratto l’ultimazione dei lavori è fissata al 13 agosto 2023.

Partendo dalla viabilità comunale, la nuova strada riprenderà una viabilità esistente attualmente in disuso con la presenza di un ponte che attraversa il rio Nogarè. Il raccordo con l’arteria provinciale avviene con due distinti tratti di viabilità a senso unico.

Da via Falori, secondo il progetto, partirà una strada a due corsie che passerà sotto il viadotto e dopo una decisa curva all’altezza del rio (il ponte attuale verrà allargato) si “sdoppierà”: da una parte si arriverà all’immissione sulla SP83 in direzione Pergine, mentre l’entrata sarà in direzione Pinè.

La strada sarà sorretta da muri alti anche 8 metri. La sede stradale invece, nel tratto a doppio senso di marcia, presenta uno sviluppo lineare di circa 220 metri, con corsie larghe 3 metri e due banchine bitumate di 25 centimetri, per una larghezza totale di 6,5 metri che diventa di 7,5 metri nel tratto in corrispondenza del ponte sul rio Nogarè.

I rami di collegamento a senso unico si sviluppano per circa 309 metri, con corsia larga 3,75 metri e due banchine bitumate di 25 centimetri, per una larghezza totale di 4,25 metri.

A beneficiare del nuovo svincolo sarebbero una sessantina di famiglie che attualmente abitano la zona più bassa di Nogarè, collegata alla viabilità principale solo da via Falori, che presenta molte problematiche per questa zona molto abitata (larghezza, accesso e immissione, sicurezza). Famiglie che ora non sanno più a che santo votarsi per veder partire i lavori.