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TRENTO. Nuovi disagi per i pendolari della Valsugana, con treni soppressi e collegamenti ferroviari a singhiozzo fino al 12 dicembre. Da ieri alcune corse in partenza da Trento sono state cancellate e sostituite con autobus. Ufficialmente si tratta di interventi di manutenzione straordinaria, ma secondo la Filt Cgil dietro le soppressioni ci sarebbe ancora una volta il problema dell’usura dei bordini delle ruote dei convogli, già emerso quattro anni fa.
«Allora la Provincia assicurò che i lavori realizzati sulla tratta avrebbero risolto in modo definitivo il problema. Così non sembra e la situazione potrebbe creare molti disagi sia ai cittadini sia al personale», denuncia Alberto Sicari, che segue il comparto ferroviario per la Filt Cgil. Il problema riguarda il consumo anomalo delle ruote: mentre normalmente gli interventi di manutenzione sono necessari dopo circa 65mila chilometri, sulla linea della Valsugana l’usura si manifesterebbe dopo percorrenze decisamente inferiori.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono le difficoltà nel reperimento dei materiali necessari e la necessità di effettuare gli interventi di manutenzione fuori regione. Il sindacato solleva inoltre interrogativi sui nuovi treni Blues, chiedendo se anche questi convogli siano interessati dallo stesso fenomeno. «Se così fosse sarebbe la seconda volta che viene fatto un acquisto non tenendo conto delle caratteristiche delle rotaie», sottolinea Sicari.
Insieme al segretario generale Franco Pinna, la Filt Cgil chiede chiarimenti alla Provincia, a Trentino Trasporti, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Sulla linea circolano infatti convogli di due diversi operatori, mentre l’infrastruttura è di proprietà e sotto la gestione di Rfi. Secondo il sindacato questa frammentazione rende più difficile affrontare efficacemente le criticità. Da qui la proposta di valutare una possibile acquisizione della rete ferroviaria da parte della Provincia, per arrivare a una gestione più unitaria.


