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PRIMIERO. Risarcimenti alle parti per oltre 45mila euro e una condanna a quattro mesi e mille euro di multa.È arrivata ieri la sentenza a carico del cinquantasettenne primierotto che nell'estate del 2023, dopo essersi messo alla guida in stato di ebrezza, per le vie di Fiera di Primiero aveva colpito un lampione, che era caduto su un marciapiede in cui in quel momento si trovavano due donne con i loro figli. Era l'11 agosto e l'uomo, nell'affrontare una curva lungo via Piave, non era riuscito a controllare la traiettoria, finendo sul marciapiede all'altezza del lampione, poco distante dal distributore di benzina.
Tre delle quattro persone erano rimaste ferite: una delle mamme, un bambino che allora aveva tre anni e stava pedalando sul suo triciclo e un neonato che allora aveva appena un mese e si trovava nel passeggino. L'altra donna era invece fortunatamente rimasta illesa.
I feriti erano stati trasferiti in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento. Per i due bimbi era stata emessa una prognosi di 25 e 10 giorni, per la donna di una settimana.
Ad accertare lo stato di ebbrezza dell'uomo erano state le rilevazioni da parte delle forze dell'ordine: superava di cinque volte il limite di legge. Ieri in tribunale a Trento si è tenuta l'udienza che era stata rinviata a fine settembre, sempre davanti alla giudice Claudia Miori.
Due erano i reati contestati all'uomo: lesioni e guida in stato d'ebbrezza, con la patente che già all'epoca dell'incidente gli era stata subito sospesa.
Per quel che riguarda le lesioni, erano stati già operati versamenti di 22.000 euro per la donna, 18.000 euro per il bambino rimasto ferito più gravemente e 5.000 per l'altro piccolo. Le parti ieri avevano chiesto ulteriori somme risarcitorie, presentando il conto dei danni psicologici e morali ma la giudice ha ritenuto congrui i versamenti già effettuati.
Per quel che riguarda l'accusa di guida in statoi di ebbrezza, il primierotto ha patteggiato una pena di quattro mesi e mille euro di multa, con sospensione.
Il reato di lesioni è stato invece estinto in forza proprio dei risarcimenti operati dal cinquantasettenne in favore delle vittime e che sono state ritenute dalla giudice idonee a rappresentare quella condotta riparatoria che il codice penale contempla al fine dell'ottenimento dell'estinzione del reato, una volta acclarata la piena riparazione del danno causato e la rimozione delle conseguenze dannose o pericolose dell'illecito commesso.


