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CANAL SAN BOVO. Sulla discarica di ponte Ronco, a Canal San Bovo, l'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente e l'Ufficio per lo sviluppo del corridoio del Brennero e corridoi Ten-T hanno rassicurato i membri della terza Commissione permanente.
Almeno finora, le terre scavate al bypass di Trento "non provengono dall'area Sin più inquinata": la quantità di materiale è importante perché lo scavo avanzerà di 13/15 metri al giorno (rivestimento in conci incluso) per un totale di 1,8-9 milioni di metri cubi di terra da rimuovere, con una trentina di siti/ex cave individuati in Trentino (più altri fuori provincia) per lo stoccaggio nei prossimi anni.
"Una parte di essi sono classificabili come rifiuti e quindi da smaltire - previa caratterizzazione del rifiuto - secondo legge nelle discariche autorizzate per i materiali in questione", riporta una nota del Consiglio provinciale.
"La discarica di Ponte di Ronco - hanno chiarito i tecnici - è stata aperta nel 2012 ed è abilitata fino ad ottobre 2028 per un massimo di 260.000 metri cubi totali di materiale, che può anche contenere idrocarburi ma solo fino a un certo limite di concentrazione".
È stato chiarito che dal 2014 la discarica non può sversare acque nei corsi limitrofi: l'Appa ha accertato la qualità del vicino rio Vanoi a monte e a valle della discarica e "i risultati non segnalano di fatto alcuna anomalia". Identici gli esiti di controlli più a valle eseguiti dalla Regione Veneto. Al Servizio bacini montani "non risultano rischi di esondazione del torrente nell'area della discarica".


