CINTE TESINO. Un'antologia dei poeti tesini, per fare chiarezza e ordine non solo sui singoli autori, ma sull'esercizio della composizione poetica nella conca durante il Novecento. È il libro dato alle stampe dal 30enne Mattia Ceccato (in foto) che ha preso lo spunto dalla sua tesi laurea. E, come ci racconta l'autore, tutto è nato dai nomi di alcune vie presenti a Pieve Tesino.

«Proprio così. Nel paese ci sono strade - ci racconta Mattia Ceccato - dedicate ad alcuni degli autori presenti nella mia tesi e di cui non conoscevo niente. In zona tutti li conoscono ma pochi interessati ne conoscevano l'opera e non sempre in maniera integrale».

E così, tra una ricerca e l'altra, ecco che il numero di autori amatoriali cresce di giorno in giorno, con Ceccato che decide di concentrarsi solo su quei poeti che avevano pubblicato raccolte più o meno complete in un periodo storico ben definito, cioè il XX secolo.

«Dalle mie ricerche non sono emerse, infatti, raccolte precedenti a questo periodo, anche se alcuni componimenti più antichi sicuramente possano essere stati conservati in alcune raccolte manoscritte locali».

Verso la fine degli anni '79 Renato Morelli aveva realizzato anche delle registrazioni dal vivo dei canti popolari del Tesino.

Nel suo volume, dal titolo «Breve storia della poesia trentina» delle edizioni Del Faro, Mattia Ceccato ha deciso di dare spazio a cinque voci del Novecento, un viaggio davvero interessante tra lingua, dialetto e memoria. Altrettanti poeti tesini che abbracciano tutto il secolo e che risultano essere i più rappresentativi della valle.

«Cinque poeti straordinari - si legge nella retrocopertina del libro - partendo dai racconti di transumanza e guerra di Tullio Rio Avanzo, passando dall'ironia dialettale di Gilberto Buffa fino alle tormentate riflessioni di Maria Brunello. Trovano spazio anche i ricordi di prigionia di Mario Avanzo e la forte sensibilità per la cronaca di Mariateresa Biasion Martinelli».

Un libro che offre uno spaccato autentico di vita montana, tradizioni perdute e speranze inestinguibili. Per ogni autore Mattia Ceccato ha prodotto una bibliografia sintetica ed una analisi dello stile e dei temi affrontati. E di ognuno di loro una selezione di poesie più rappresentative scelte dall'autore.

«I componimenti sono in lingua italiana o nel dialetto locale - ricorda - ed a tal proposito bisogna fare una precisazione. Il dialetto tesino presentava tre varietà, una per ogni comune (Cinte Pieve e Castello), di cui oggi si sono persi i tratti più distintivi risultando una koiné di valle. In ogni caso si tratta di dialetti veneti, con influenze del dialetto vicentino, di quello feltrino-bellunese e di quello trentino propriamente detto».

Quello che ne è uscito è un inno alla resilienza e all'identità di un popolo che ha saputo fare della fatica, dei commerci girovaghi e dell'emigrazione pura arte letteraria.

«Parole scolpite nella roccia e nel cuore per una lettura - si legge anche nella retorcopertina - che profuma di boschi, neve e antiche leggende. Un viaggio letterario e umano che restituisce al Tesino il suo posto come autentica terra di poeti».

Mattia Ceccato nel 2020 si è laureato in lingue e letteratura russa e tedesca, cinque anni dopo anche il filologia e critica letteraria all'Università di Trento. Vive a Cinte Tesino e nel 2025 è partito per un anno di servizio civile in Etiopia, ad Addis Abeba, concluso nel mese di giugno.