CALCERANICA. La polizia locale dell'Alta Valsugana ha denunciato per furto con strappo, aggressione ed estorsione un gruppo di ragazzi minorenni che nelle scorse settimane creava scompiglio sulle spiagge di Calceranica. Non semplice baldoria estiva, dunque, bensì delle vere e proprie azioni criminali, da gang organizzata, i "Calcimaranza" come ormai venivano chiamati, ai danni di coloro che pensavano di trascorrere delle tranquille ore in riva al lago.

Proprio grazie alle prime segnalazioni che sono giunte al comando della polizia locale, il corpo su iniziativa del comandante Alberto Adami aveva istituto un servizio apposito, per il fine settimana, con pattugliamenti proprio sulle spiagge dei laghi di Caldonazzo e Levico. L'intervento decisivo che è riuscito a scardinare questo gruppo di giovanissimi dediti ad azioni violente è avvenuto lo scorso 24 giugno: due pattuglie erano state fatte intervenire a seguito della segnalazione di questi adolescenti che, in acqua, si "divertivano" a lanciare dei sassi raccolti sul fondale verso la spiaggia, sfiorando bagnanti e bambini presenti in quel momento. Un'azione a dir poco pericolosa che solo per puro caso non ha creato feriti.

Gli agenti della polizia locale sono riusciti ad individuare i responsabili di questo lancio di sassi, tutti minorenni, ed anche altri loro compagni resisi responsabili di un furto con strappo di una collanina in oro, aggressione ed estorsione a danno di altri ragazzi presenti in spiaggia. La refurtiva dei furti è stata restituita ai legittimi proprietari e sono partite anche le denunce: i minori sono stati deferiti alla Procura per minorenni di Trento, e dovranno appunto rispondere dei reati di furto con strappo, aggressione ed estorsione.

Un'operazione, quella della polizia locale, che è stata accolta con soddisfazione dal sindaco di Calceranica, Gianni Marzi, molto presente a seguito di questi fatti, che dagli esercenti della zona. A parlare, a nome di tutti, è Bruno De Pellegrini, titolare di un noleggio sulla spiaggia: «Sono 37 anni che lavoro nel turismo -ci dice- ma non ho mai visto una cosa del genere. Qui dove siamo noi è come essere in prima linea: sono stato minacciato di morte, hanno tirato sassi anche a me. È la prima volta che accade un fatto così grave qui sul lago: questi fatti si verificavano tutti i giorni fra lancio di sassi, minacce, testate ad altri ragazzi. Ora con i controlli continui delle forze dell'ordine è un paio di settimane che possiamo dire che siamo tornati a vivere. La spiaggia altrimenti rischiava di diventare territorio loro».