BORGO. Al suo annuncio hanno già risposto in tanti. Appassionati ciclisti della Valsugana che si sono messi a disposizione di Giorgio Andriollo. Per fare cosa? Sostituirlo nelle prossime settimane, come guida ciclistica, per accompagnare nelle sue uscite giornaliere in tandem l’ex atleta non vedente e campione paralimpico Claudio Costa. «Nelle prossime due settimane sarò via per lavoro - ci racconta Giorgio - e sto cercando un ciclista appassionato che possa sostituirmi per non lasciarlo fermo. Da oltre otto anni, ogni estate, accompagno Claudio, pedalando in compagnia in tutte le strade della Valsugana. Facciamo giri dai 30 ai 70 chilometri, alternando uscite sia in tandem da corsa che con quello elettrico».

Al suo annuncio su Facebook hanno già risposto in diversi. Residente a Vercelli, Claudio Costa e Cristina, una coppia di non vedenti, trascorrono la loro estate in Valsugana: da giugno a settembre ritornano nel paese dei genitori di Claudio ed è qui che è nata la sua amicizia con Giorgio Andriollo. Entrambi appassionati di ciclismo, trascorrono diverse ore insieme pedalando in compagnia. «L’ultima foto l’abbiamo fatta l’altro giorno sul Lefre, poi la decisione di fare il post per trovare qualcuno che mi possa sostituire. E, perché no - ricorda ancora Giorgio - creare una nuova rete di persone che possa essere da supporto all’amico Claudio». Visti i primi risultati, la strada imboccata sembra sia proprio quella giusta.

Classe 1963, atleta paralimpico e paraciclista italiano non vedente, Claudio Costa ha iniziato ad avere gravi disturbi agli occhi dall’età di 16 anni quando ha scoperto di avere la retinite pigmentosa, una malattia degenerativa che cinque anni più tardi lo ha portato alla cecità. «Mia mamma era di Borgo, Norma Costa e ancora oggi ricordo con grande affetto lo zio Decimo che abitava all’inizio di via Mazzini. Con mia moglie siamo molto legati al paese - ci racconta Claudio -, una comunità accogliente e davvero solidale».

Nello sport ha trovato la sua valvola di sfogo praticando dapprima il torball e, successivamente, l’atletica leggera. Nel 1988 ha partecipato alle Paralimpiadi di Seul conquistando due medaglie nei 400 e negli 800 metri piani; quattro anni dopo, con Aldo Manganaro, Sandro Filipozzi e Vincenzo Ciacio, ha raggiunto il bronzo nella staffetta 4×400 metri. «Fino a due anni fa andavo spesso a correre, sempre con una guida, e mi piacerebbe riprendere questa abitudine. Se ci fosse un compagno di viaggio disposto ad iniziare un percorso insieme, ne sarei davvero felice».

Col passare degli anni Costa ha iniziato a praticare anche lo sci di fondo e il paraciclismo, sport quest’ultimo che lo ha visto impegnato alle Paralimpiadi di Atlanta: gareggiando in tandem con Patrizia Spadaccini, in Australia ha conquistato due medaglie d’oro. Con la stessa Spadaccini, a Sydney 2000 e sempre con il tandem, ha portato a casa una medaglia di bronzo. Sono stati diversi i riconoscimenti ottenuti da Costa per i suoi meriti e le attività organizzative di eventi per ciechi e altri disabili: nel 2006 ha avuto l’onore di accendere la torcia olimpica nella sua città (Vercelli) e, alla cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi di Torino, ha portato la bandiera dell’Italia, insieme a sette altri atleti.

«Dopo l’annuncio su Fb - ci confida - sono già stato contattato da diverse persone. Con alcune di loro ci siamo già incontrati e organizzati per le prime uscite insieme sul territorio: di questo devo ringraziare l’amico-guida Giorgio. A me piace tanto fare sport, con la stessa passione che avevo 20-30 anni fa. A Borgo e in Valsugana io e mia moglie ci troviamo davvero bene. Non c’è solo il legame familiare che ci fa tornare ogni estate, c’è molto di più».