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BIENO. È una delle colonie di pipistrelli più importanti di tutto il Trentino. Da circa 25 anni, un quarto di secolo, hanno messo radici nell'antica chiesetta di San Biagio nella piccola comunità di Bieno: sono poco meno di 500 gli esemplari presenti oggi nelle feritoie e nella cella campanaria.
Sono solo alcuni dei dati del recente monitoraggio che, nei giorni scorsi, ha coinvolto una trentina di persone, tutte col naso all'insù per diverso tempo ad osservare gli animali che appartengono alla specie "Ferro di cavallo minore" (Rhinolophus hipposideros), una specie di pipistrello che ha eretto la piccola chiesetta quale luogo di vita.
Una serata dedicata alla "citizen science" o "scienza partecipata", quell'approccio alla ricerca scientifica che coinvolge direttamente i cittadini con la raccolta di dati che vengono poi inviati ai ricercatori professionisti o caricati direttamente in apposite banche dati per essere successivamente elaborati.
«Questa disciplina, se vogliamo chiamarla così, tocca moltissimi settori - ricorda il coordinatore della Rete di riserva del fiume Brenta Giancarlo Orsingher - e la sola piattaforma europea della citizen science (eu-citizen.science) comprende ad oggi 401 progetti di scienza partecipata che spaziano ad esempio dall'agricoltura alla biologia, dal clima all'istruzione, dalla geografia alla medicina, dai trasporti al rumore agli insetti».
Si tratta di un'attività particolarmente gettonata in Inghilterra e che sta prendendo piede anche in Italia e in Trentino dove sono presenti questi mammiferi estremamente importanti per il mantenimento della biodiversità e anche utili per l'uomo: ogni pipistrello, infatti, in una notte arriva a mangiare fino a 2.000 insetti, fra i quali le fastidiose zanzare. La serata di Bieno si è svolta sotto la guida dei super esperti Chiara Fedrigotti, ricercatrice ed esperta di citizen science del Muse, e Claudio Torboli, chirotterologo di Albatros, che hanno fornito ai partecipanti tutte le indicazioni per conteggiare al meglio la consistenza della colonia, oltre che far provare alcuni strumenti utili per migliorare ulteriormente il lavoro, in particolare visori notturni.
Alla fine i cittadini-scienziati hanno contato circa 480 individui, numero che conferma come la colonia di Ferro di cavallo minore sia una delle più importanti di tutto il Trentino. Una colonia che esiste da un quarto di secolo e che si è conservata anche grazie alla sensibilità del parroco e di Katiuscia Broccato, l'architetto che abita a poche decine di metri dalla chiesa e che negli anni scorsi ha condotto l'intervento di ristrutturazione dell'edificio sacro tenendo in grande considerazione la presenza dei pipistrelli, evitando lavori che potessero danneggiare la colonia.
Negli anni in paese è cresciuta la curiosità e tutti ora, adulti e bambini, cercano di salvaguardare la colonia. Si è formata una piccola comunità di appassionati che, soprattutto in estate e di sera, si siede sulla panchina del sagrato e, col naso all'insù, conta il numero dei pipistrelli. La serata di Bieno è stata organizzata dalla Rete di Riserve del fiume Brenta che, grazie al coinvolgimento e le segnalazioni di diversi cittadini, in questi anni è riuscita a censire quattro nuove colonie di pipistrelli anche a Scurelle e in val Malene, nel comune di Pieve Tesino.


