VAL DI SELLA. Duecento persone, domenica pomeriggio, si sono ritrovate nella Cattedrale Vegetale di Arte Sella per la Messa del Creato, celebrata dall’arcivescovo Lauro Tisi. Un appuntamento immerso nella natura che ha rappresentato uno dei momenti centrali del Tempo del Creato 2026, promosso dalla Diocesi di Trento e quest’anno dedicato al tema «Acqua Viva».

Proprio il rapporto tra uomo, ambiente e comunità è stato al centro dell’omelia di Tisi. Partendo dalle parole del Siracide sul rancore e sull’ira, l’arcivescovo ha allargato lo sguardo alla società contemporanea, denunciando una stagione nella quale odio e conflitto sembrano essersi radicati sempre più profondamente. «Il rancore, l’ira, l’odio si è strutturato ed è diventato il patrimonio genetico dell’umanità», ha osservato.

Secondo Tisi, alla crescita dell’odio corrisponde anche un progressivo arretramento dell’attenzione verso la tutela dell’ambiente. La crisi delle relazioni tra le persone e quella del rapporto con il Creato non sono due fenomeni separati, ma facce della stessa difficoltà. «Quando saltano i rapporti tra gli uomini, poi salta il rapporto col Creato», ha detto l’arcivescovo, richiamando l’esempio di San Francesco e il messaggio della Laudato si’.

Da qui l’appello a recuperare una dimensione di alleanza, con le persone e con la natura. «Non c’è alternativa per un vero sviluppo a un’alleanza col Creato», ha sottolineato Tisi, mettendo in relazione la cura dell’ambiente con la capacità di ricostruire legami e comunità.

Nella seconda parte dell’omelia l’arcivescovo ha affrontato un altro tema particolarmente attuale: la cultura della performance, ovvero l’idea che il valore di una persona dipenda da ciò che riesce a produrre, ottenere o dimostrare. Una logica che, secondo Tisi, rischia di diventare una misura pervasiva dell’esistenza, dal lavoro allo sport fino alla dimensione economica.

«Tu vali non perché sei performante, tu vali a prescindere», ha affermato, invitando a riscoprire il valore della persona al di là dei risultati. Un passaggio nel quale ha inserito anche il tema dell’intelligenza artificiale, sostenendo che nessuna macchina, per quanto potente, può essere paragonata alla ricchezza delle relazioni umane, a un sorriso, a una carezza o a una stretta di mano.

Il messaggio si è quindi ricomposto attorno alla parola alleanza. «Se vuoi morire, portati a casa il nemico. Se vuoi vivere, portati a casa l’alleanza con il fratello e l’alleanza con il Creato», ha detto Tisi, richiamando la necessità di accettare anche la fragilità, il limite e la fatica come parti della condizione umana.

La celebrazione nella Cattedrale Vegetale ha assunto così un significato particolare. Arte e natura si incontrano in uno spazio che racconta insieme bellezza e fragilità, segnato anche dalle conseguenze della tempesta Vaia e dal successivo lavoro di cura e ricostruzione. All’inizio della Messa Francesco Dellagiacoma, a nome della Rete Diocesana per la Custodia del Creato, ha ringraziato Arte Sella per aver accolto l’iniziativa e per l’impegno nella valorizzazione e conservazione della natura e del territorio.

La liturgia è stata accompagnata dalla Corale di Canezza, mentre la preghiera dei fedeli, curata dalla Rete Diocesana per la Custodia del Creato, ha richiamato la responsabilità di Chiesa, istituzioni e cittadini nella tutela dell’ambiente. Un pensiero è stato rivolto anche alle popolazioni colpite da catastrofi naturali e dalla scarsità di risorse, alle vittime del Nepal e agli undici morti della Marmolada del 2022.

Il Tempo del Creato proseguirà ora con altri appuntamenti sul territorio, tra iniziative della Caritas a Rovereto, incontri al convento dei Francescani di Mezzolombardo, una preghiera ecumenica a Santa Margherita e un appuntamento dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili al Vigilianum.