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GRIGNO. Sette anni di calvario, poi la rinascita. Da 40 anni Giovanna Stefani, oggi 82enne, vive grazie al trapianto di un rene donato da un ragazzo di 18 anni. È la persona trapiantata più anziana di tutto il Trentino, traguardo festeggiato nei giorni scorsi all'Ambulatorio Trapianti dell'ospedale Santa Chiara di Trento. La incontriamo a Grigno, in località Serafini, dove vive nella casa di famiglia e ci accoglie per raccontarci la sua storia.
I primi problemi renali arrivano all'età di 35 anni. Sono da poco nate le due figlie quando Giovanna, il 1° aprile del 1979, viene ricoverata per 70 giorni al S. Chiara di Trento. I primi accertamenti, poi il trasferimento all'ospedale di Padova dove rimane altri 45 giorni. «Una volta tornata a casa ho iniziato una dieta aproteica per cercare di salvare il rene. Sono andata avanti tre anni - ci racconta - fino a quando la situazione è peggiorata: il 19 luglio del 1983 ho fatto la prima dialisi a Trento. Tre sedute alla settimana, non è stato facile».
Da Trento i medici prendono i primi contatti con la Clinica Universitaria di Innsbruck per il trapianto del rene. Un esame tira l'altro, tanti viaggi della speranza da Grigno a Trento aspettando una telefonata. Che arriva a Serafini il 4 settembre del 1986. Tre anni di attesa e il giorno dopo Giovanna parte per Innsbruck dove viene sottoposta al trapianto di rene.
«E da quel giorno, per me è iniziata una nuova vita. Tutto è andato per il meglio e dopo 20 giorni sono rientrata a casa da mio marito e dalle mie due figlie». Nessuna crisi di rigetto, controlli regolari: «Inizialmente andavo ad Innsbruck ogni 15 giorni e poi ogni mese: così per due anni. Poi sono stata presa in carico dall'ospedale di Trento».
Occhi vispi, sempre sorridente, quando parla di quei primi anni dopo il trapianto del rene Giovanna si illumina. «Dall'autunno dell'86 posso dire di essere rinata, rispettando alla virgola tutte le rigide indicazioni e prescrizioni mediche. Un trapiantato deve volersi bene, agire con coscienza, consapevole che anche un semplice raffreddore può essere un grande problema. E che la febbre - ci racconta Giovanna - è la nemica numero uno per una persona trapiantata».
Da 40 anni vive con un rene donato da un ragazzo di 18 anni. «Non finirò mai di ringraziare quel grande gesto di amore che mi ha permesso di vedere crescere le mie figlie, diventare nonna e tra pochi mesi anche bisnonna».
Da qualche anno vedova, Giovanna Stefani oggi viene seguita dalle due figlie, dai generi e dai tre nipoti. Una famiglia con la F maiuscola, di vecchio stampo con alle spalle una bella storia, a lieto fine, da raccontare. Protagonista una donna forte, di grande carattere e da una stretta di mano che vale più di tante parole. Vive da sola, il marito è scomparso alcuni anni fa.
Prima di andarcene Giovanna ci tiene a dire una cosa. «Vorrei tanto approfittare di questa occasione per ringraziare il reparto di nefrologia e dialisi del Santa Chiara che mi ha seguita nei momenti più difficili e, soprattutto, il personale medico e infermieristico dell'ambulatorio trapianti dell'ospedale di Trento per la grande professionalità, disponibilità e umanità che hanno sempre dimostrato. Grazie di cuore ed un caloroso abbraccio alle dottoresse Cristina Andreotti, Nadia Buccella e Teresa Di Palma».


