Muore a 53 anni dopo la caduta in bici in Valsugana
Marco Scantamburlo vittima dell’incidente a Olle il giorno di Pasquetta. Imprenditore edile di Scorzè, nel Veneziano, è deceduto quattro giorni dopo all’ospedale Santa Chiara di Trento dove era arrivato in elicottero in condizioni gravissime
OLLE. Stava percorrendo la ciclabile della Valsugana assieme alla moglie e ad altri amici, per trascorrere all'insegna dello sport la giornata di Pasquetta.Erano le 16 e all'altezza di Olle, Marco Scantamburlo, cinquantatreenne veneziano di Scorzè, era caduto rovinosamente sull'asfalto.È morto quattro giorni dopo all'ospedale Santa Chiara, dove era arrivato intubato in gravissime condizioni e dove non si era più ripreso.
Ora la famiglia intende fare piena luce sulle cause della caduta e dopo l'autopsia - mentre ieri a Scorzè sono state celebrate le esequie - è intenzionata a rivolgersi all'autorità giudiziaria per chiedere che si proceda a valutare se le condizioni del fondo della ciclabile possano aver causato l'improvvisa e tragica caduta.
Scantamburlo, imprenditore artigiano del comparto edile, lo scorso 6 aprile era in Trentino assieme alla moglie Cosetta e un'altra coppia di amici per dedicarsi ad una delle sue grandi passioni, le escursioni in bicicletta e mountain bike.«Marco» racconta la cugina Barbara, assessore a Scorzè «era da sempre appassionato di escursioni in bici. Era andato a fare un giro in montagna per le vacanze pasquali. Sulla ciclabile della Valsugana non è riuscito ad evitare un dosso e poi una grande buca. È finito a terra a gran velocità battendo la testa sull'asfalto della ciclabile. Subito si è capito che era rimasto ferito gravemente. Durante i soccorsi ha accusato due arresti cardiaci e, a causa della caduta, si era fratturato la mandibola».
Come detto, l'uomo era stato immediatamente soccorso, con l'equipaggio dell'elicottero dei vigili del fuoco permanenti di Trento che era intervenuto assieme al personale medico e sanitario del 118 di Borgo e ai vigili del fuoco volontari di Borgo.Trasferito in rianimazione, era morto quattro giorni dopo, donando gli organi come da sua espressa volontà.Lo sfortunato cinquantatreenne a Scorzè era titolare dell'azienda Piesse costruzioni snc, insieme con un altro socio. Scantamburlo era molto apprezzato per serietà e competenza nel suo settore.«Ora» spiega la cugina «vogliamo che la procura della Repubblica di Trento indaghi per chiarire eventuali responsabilità». Bisognerà capire insomma se l'uomo sia caduto a causa di una distrazione o un possibile malore o se, invece, i traumi costatigli la vita siano riconducibili alle condizioni di quel tratto della pista ciclabile.
Oltre alla bicicletta, Scantamburlo aveva diverse passioni. Aveva giocato in gioventù a calcio in diverse squadre amatoriali della zona e nella sua azienda, oltre a fare il muratore, si occupava anche della parte burocratica e impiantistica.
Marco Scantamburlo lascia la mamma Morena, il papà Marcello, la moglie Cosetta, i figli Giovanni ed Emma, il fratello Andrea, la sorella Lara oltre tanti amici e colleghi che si sono stretti alla famiglia ieri pomeriggio a Scorzè in occasione del funerale.