TONADICO. La piccola chiesa di Tonadico non è riuscita a contenere le centinaia di persone che nel primo pomeriggio di ieri si sono riunite per salutare Ettore Turra, il quarantenne morto lo scorso sabato travolto da una valanga in Val di Fiemme.

Una comunità numerosa e silenziosa ha preso parte alla cerimonia funebre celebrata da don Giuseppe Da Prà, stringendosi attorno alla famiglia - la compagna Carolina, i figli Niccolò (7 anni), Giacomo (3 anni), la mamma Paola, il papà Carlo, la sorella Francesca e il cognato Stefano - in un clima di profonda partecipazione.

Un abbraccio collettivo fatto di gesti, fiori e presenza.

«Nella fede posso ripetere: è qui – ha detto nell’omelia don Giuseppe - Con Ettore possiamo mettere ancora in circolo la vita. La speranza della fede non nega il dolore, ma certo non gli consegna l'ultima parola. Ed è nell'amore che da oggi in poi possiamo trovare Ettore, nell'amore che ci unisce a lui e tra di noi. Lo vedremo soprattutto negli occhi di Niccolò e di Giacomo. I loro occhi sono oggi più che mai la bussola, la spilla, la forza, la ragione necessaria per riprendere il cammino. Da soli non si regge un dolore così grande. Ed ecco allora che, con rispetto, accanto alle vostre famiglie, possiamo offrirvi il nostro cuore, le nostre spalle, quelle di tanti amici, della nostra comunità: dalla famiglia del Nido, alla scuola materna, alle scuole elementari, al nostro coro parrocchiale, a tanti amici».

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