Passo Brocon, si volta pagina: l'albergo cambia gestione dopo 58 anni
Rosetta Zampiero e Claudio Paternolli hanno condotto la struttura fin dal 1967. Valentina Dragutan viene da Marghera. Riaprirà il 5 dicembre
PASSO BROCON - Si è chiusa domenica 16 novembre una storia lunga 58 anni, o forse sarebbe meglio dire 74, che a pensarci sembra quasi un'era geologica, tanto è cambiato il Trentino in sette decenni. L'albergo "Passo Brocon" ha infatti cambiato proprietà e gestione. Riaprirà il 5 dicembre sotto la guida di Valentina Dragutan, italiana di origine moldava, che dalla lagunare Marghera ha deciso di salire ai 1.616 metri del valico, con tutta la famiglia.
Domenica, in un fugace sprazzo di sole, la storica gestrice Rosetta Zampiero, classe 1948, ha consegnato le chiavi dell'albergo (messo in vendita l'anno scorso) alla nuova proprietaria: un momento importante, immortalato in un paio di foto che su Facebook hanno raccolto decine di commenti nostalgici di chi, questo capitolo di storia, l'ha vissuto e lo ha apprezzato. Era infatti il 1967 quando fu inaugurato l'hotel nuovo di zecca che Erminio "Sciopo" Zampiero aveva iniziato a costruire nel 1964. Rosetta, che fin dal 1951 era al passo con il padre, pioniere del turismo montano impegnato allora nella gestione del "Pizzo degli Uccelli" (risalente alla Grande Guerra), e la mamma Emma, si sposò poi nel 1974 con Claudio Paternolli. Morto nel 1973 Erminio, i due giovani coniugi presero in mano l'attività, diventando un punto di riferimento prezioso per tutti quelli che arrivavano al passo, dove allora non c'era neppure la corrente elettrica: la luce fu accesa solo nel 1976 e al telefono si rispose solo nel 1979, mentre gli inverni erano veri "generali" caratterizzati da metri di neve.
Poi lo sviluppo del turismo, fino agli ultimi anni caratterizzati dalla difficoltà di portare avanti l'hotel tra gli effetti nefasti della tempesta Vaia (che ha provocato danni importanti alla strada che collega il passo con il Vanoi, determinandone una lunga chiusura), le sospensioni a singhiozzo per le ondate del Covid, la crescente fatica di trovare personale adeguato, merce sempre più rara. L'età ormai non più verde e il fatto che il figlio di Claudio e Rosetta, Stefano Paternolli, ha deciso di dedicarsi alla scuola Sci Lagorai, di cui è direttore e maestro di sci, è arrivato il tempo delle scelte e la decisione di mettere in vendita per mezzo milione di euro l'hotel 3 stelle, ristrutturato in tempi recenti, con 9 camere, un ristorante con 60 posti, bar e garage. L'affare è stato concluso pochi mesi dopo l'acquisto all'asta del "Pizzo degli Uccelli", acquistato per poco più di mezzo milione da un imprenditore israeliano, Michael Bar (l'Adige di sabato), che lo amplierà e riqualificherà.
La nuova proprietaria Valentina Dragutan, 55 anni, spiega di aver sognato fin da bambina di avere un albergo: «Mio papà mi diceva di studiare e allora, nel mio paese di origine, ho fatto l'università laureandomi in lingue straniere e poi sono venuta in Italia. Ho lavorato per tanti anni a Murano come receptionist di un hotel, poi col mio compagno Roberto Funari abbiamo preso nel 2018 un albergo in gestione a Malè, in val di Sole, ma purtroppo siamo arrivati nel momento sbagliato: nel 2020, con le chiusure causate dal Covid, abbiamo lasciato e siamo tornati a casa doveva avevamo il resto della famiglia. Però la montagna mi ha sempre attirata, e non mi sono rassegnata: così abbiamo trovato questa occasione e ci siamo trasferiti tutti. Io, Roberto, mia figlia Olga, il suo compagno Viktor e i loro bambini. Il 5 dicembre riapriremo, poi in primavera vedremo se fare qualche lavoro per avere qualche camera in più».